Si vota in Provincia il nuovo consiglio
Muzzarelli resterà comunque presidente per due anni I grillini si astengono: «È solo un poltronificio tra amici»
Si svolgono oggi, dalle ore 8 alle ore 20, nella sede della Provincia in viale Martiri della Libertà, le elezioni del Consiglio provinciale di Modena. Sono chiamati al voto 697 “grandi elettori”, tutti i sindaci e i consiglieri comunali modenesi che saranno chiamati a eleggere i 12 componenti del Consiglio provinciale.
Sono 27 i candidati suddivisi in tre liste (sono eleggibili alla carica di consigliere provinciale i sindaci, i consiglieri comunali). La prima lista riportata qui sotto fa riferimento alla maggioranza Pd, le altre due hanno spaccato il mondo del centrodestra.
“Insieme per una nuova Provincia”: Antonella Baldini, Maino Benatti, Maria Costi, Paola Guerzoni, Caterina Rita Liotti, Massimiliano Morini, Emilia Muratori, Niccolò Pesci, Stefano Reggianini, Francesca Silvestri, Roberto Solomita e Gian Domenico Tomei.
“Unione Modena civica - Uniamoci”: Marco Caiumi, Katia Motta, Antonio Montanini, Paolo Bigliardi, Marco Rubbiani, Silvia Santunione, Clemente Maria Forni, Maurizio Boetti, Antonio Platis.
“Centro Destra Liberale modenese”: Roberto Benatti, Simona Magnani, Mauro Neri, Nicole Baraldi, Marian Eusebiu Lugli, Ugo Liberi.
In base alla legge 56 di riordino dell'ente, il Consiglio provinciale resta in carica due anni, più i tre mesi successivi alla scadenza entro i quali la Provincia deve procedere alle nuove elezioni. Le elezioni riguarderanno solo il rinnovo del Consiglio, mentre il presidente, sempre in base alla legge, resta in carica quattro anni.
Il MoVimento 5 Stelle non parteciperà alle elezioni provinciali: « Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a candidarsi alle elezioni provinciali e i portavoce comunali della provincia di Modena, dopo una discussione aperta con i gruppi locali, hanno deciso di non partecipare a queste consultazioni. Una decisione presa in piena coerenza con la linea politica del MoVimento 5 Stelle, che fin dalla sua nascita ha proposto l'abolizione delle province, in quanto rappresentano un ulteriore “poltronificio” utile a piazzare politici, parenti, e amici».
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