Modena: «Sisma, i pagamenti in ritardo cronico»
La denuncia dei Costruttori edili: «Aspettiamo fino a 180 giorni per le liquidazioni della Sfinge e altri sei mesi per le case»
MODENA. "I tempi lunghi per la ricostruzione del terremoto stanno facendo soffrire il nostro sistema»: è la denuncia dei costruttori edili. «Avvertiamo ritardi di oltre 120-150 giorni per i pagamenti delle pratiche Sfinge sugli avanzamenti intermedi - ha esordito Stefano Betti, presidente di Ance - e di oltre 180 giorni sui finali. I perché sono molteplici, ma la Regione è consapevole di ciò».
Gli ultimi dati regionali, aggiornati al 30 novembre, confermano l’analisi. A oltre quattro anni dal sisma, sono stati concessi contributi Sfinge per circa 1,5 miliardi di euro a fronte degli oltre 3,3 miliardi richiesti per l’industria, il commercio e l’agricoltura. Trecento le pratiche di concessione in fase istruttoria e 412 quelle in attesa di un decreto rispetto al totale di 3.530. Ne restano 433 in fase istruttoria di liquidazione e 107 in attesa di un decreto di pagamento. Nello specifico, i contributi liquidati sono stati oltre 661 milioni di euro. Tra i 1.103 progetti presentati per il bando Inail (per quasi 70 milioni di euro d’investimenti) ne sono attivi 899 (per circa 53 milioni).
«Ci sarà un altro incontro prima di Natale - ha anticipato Betti - perché noi vogliamo semplificare, senza perdere in certezze, trasparenza, qualità delle procedure e dei lavori». Ritardi nei pagamenti si registrano anche per i Mude, regolati dai Comuni. «Sono circa tra i 90 e i 120 giorni negli avanzamenti intermedi - ha ripreso il presidente regionale Ance - e dai 4 ai 6 mesi nello stato di avanzamento finale».
Nella sede di Confindustria Modena il presidente Ance ha ribadito un primato modenese a livello regionale: il numero di occupati nelle costruzioni. Secondo un’elaborazione dell’ente su dati Istat, gli addetti sarebbero circa 20.400 da Medolla a Pievepelago. È il 19,1% del totale regionale (107mila lavoratori).
«Il dato è fortemente condizionato dalla ricostruzione - ha commentato l’ingegnere - in quanto la stragrande maggioranza delle nostre imprese sono concentrate sul sisma». Spinti dalle “grandi opere”, crescono i bandi di gara (da 725 a 1.016). Per i lavori sotto i 50 milioni di euro, tuttavia, c’è un decremento (da 564 a 496). «Con l’introduzione del nuovo codice degli appalti c’è stato uno stallo», ha riconosciuto Betti. Infine, una critica sugli appalti pubblici. «Le gare sotto il milione di euro prevedono il meccanismo della manifestazione d’interesse - ha concluso il presidente - ma arrivano 500 domande, da cui si estrae a sorte il numero di imprese prefigurato su cui fare la gara. Nessuna impresa può però sostenere il mercato giocando con la sorte».
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