Cibo, alcol e profumi sotto l’albero dei ladri di Modena
In aumento l’assedio dei taccheggiatori nei market e negli ipermercati Dai trucchi del mestiere alle scuse quando vengono presi: «Fenomeno seriale»
MODENA. Improbabili “omini Michelin” che, a turno, si concentrano nelle zone predilette dello shopping, gonfiandosi con il passare del tempo quasi come un vanto, quello di partecipare alle frenesie consumistica del Natale. Diversi tra gli uguali, per quanto siano quasi tutti già bollati dagli addetti ai lavori, girano goffamente ma liberi: godono dell'immunità perché ancora al di qua della linea di confine, quella delle casse.
Ogni giorno. È per tutti la barriera della legalità: una volta oltrepassata ci sono solo due possibilità, una è quella di vincere l'altra è quella di perdere. Ogni giorno, negli iper come nei supermercati così come nei centri commerciali, va in scena la solita lotta tra i ladri che rubano e le guardie che li devono individuare e poi fermare. Per entrambe le due categorie ci sono periodi di calma, il lavoro si svolge di routine. Da ormai due mesi tutti fanno gli straordinarie questa ultima settimana che porta al Natale è da bollino rosso.
Taccheggiatori. Ipercooop, Grandemilia, Conad La Rotonda, I Gelsi, Esselunga e via via tutti gli altri costituisco le arene dove si combatte la lotta tra taccheggiatori e guardie giurate: i primi si aiutano con il complice che fa da palo e copre o scruta il momento che ritiene opportuno, gli altri hanno l'aiuto di telecamere, della regia che interviene e indica loro luoghi e persone. «Ma anche il look è tipico e viene in supporto ai ladri - spiegano alcune guardie di un centro commerciale - ora che c'è freddo ci sono i giacconi ed è facile per loro fare il pieno, mettersi cioè la roba addosso e coprirsi con le giacche a vento. Anche se sono molto gonfi sembra a volte normale. Ma noi ci accorgiamo, iniziamo da sunto a puntare i personaggi sospetti. Età? Non c'è una età definita, si va dai minorenni sino a persone avanti con gli anni. Un tempo c'era il fenomeno delle bande di ragazzini, spesso minorenni, che prendevano d'assalto le aree tecnologiche per rubare giochi, video e anche altre apparecchiature, ora ci sono dei furti seriali, meno tecnologica spicciola anche perché giochi e film, probabilmente, si posso scaricare con facilità».
Cose a... ruba. Che cosa va a ruba ora? «Le aree che dobbiamo presidiare con la massima attenzione - spiegano alcuni vigilantes - sono quelle dei cosmetici, quelle degli alimentari zona formaggi e salumi, quella tecnologica dove ci sono gli accessori. È in queste zone che si concentrano i furti. Le presone dell’Est Europa principalmente fanno incetta di profumi, lamette da barba, smalti, rasoi, cosmetici in generale, prendono piccole e medie confezioni ma in gran numero. È tutta roba che poi rivendono nei loro piccoli mercatini. Poi ci sono i saccheggi di liquori, soprattutto di gin e di rum: di solito sono gli africani a nascondersi addosso le bottiglie». Maghrebini ed italiani si contendono la passione per la tavola: nel mirino, spiegano sempre gli addetti ai lavori, ci sono i triangoli di Parmigiano o Grana e i tranci di prosciutto e i salami. È merce costosa , che può essere consumata oppure rivenduta. «Noi notiamo l’aggirarsi sospetto, i giacconi, le persone con i borsoni e con il carrello.
Telecamere. A volte guardando le telecamere, a volte direttamente tra i reparti. Aspettiamo che passino le casse e poi interveniamo e li blocchiamo. A volte ci sono ribellioni, c’è chi sfera calci e pugni e l’importante è che la Volante arrivi in tempo». Alla fine il ladro scoperto e bloccato viene consegnato ala polizia e poi denunciato. Giustificazioni al possesso inequivocabile della merce non pagata? Una volta un uomo ha cercato di impietosire il vigilante chiedendo di non infierire con lui perchè gli era appena deceduto il padre e in famiglia non era un bel momento per tutti, un’altra volta una signora ha affermato di aver rubato generi alimentari ... per protesta. Come tredicesima, ha riferito, aveva avuto si e no due o tre euro e allora si era arrabbiata con lo Stato e il mondo decidendo di fare una specie di esproprio al supermercato.
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