Gazzetta di Modena

Modena

Sestola L’abbraccio del Cimone: buon compleanno Alberto Tomba

di Daniele Montanari
Sestola L’abbraccio del Cimone: buon compleanno Alberto Tomba

Il campione che è entrato nella leggenda dello sci resta di casa in Appennino L’impossibile trasferta a Calgary dei fan, la prima di una serie di viaggi e trionfi

3 MINUTI DI LETTURA





SESTOLA. È il giorno dei cinquant'anni di “Tomba la Bomba”. E una valanga di ricordi bianchi legati al mito dello sci in quel di Sestola, “culla” del campione rimasto sempre particolarmente legato al posto. Anche oggi, quando di tanto in tanto torna a passare sia in paese sia sulle piste, appena arriva sembra un salto indietro di vent'anni, con ancora resse e caccia all'autografo. Sì, perché qui c'è la gente che ha creduto fin dal primo momento in lui, testimoniandolo al mondo.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14592064:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/12/19/fotogalleria/sestola-buon-compleanno-alberto-i-50-anni-di-tomba-la-bomba-1.14592064]]

A Calgary ad esempio, in quell'Olimpiade del 1988 che lo consacrò con una storica accoppiata di ori in Gigante e Speciale, c'era anche un coraggioso gruppo di sestolesi arrivato in Canada modo avventuroso ma determinato: «Eravamo una dozzina – ricorda Luigi Quattrini, direttore del Consorzio Cimone – avevamo trovato alloggio in una casetta messa in qualche maniera, a 150 km dalle piste. Partimmo alle 3 di notte per arrivare là con due macchine a noleggio, che parcheggiammo alla bell'e meglio. Tanto che al ritorno ce le avevano rimosse, ma poi trovammo delle guardie pronte a intercedere per i calorosi italiani che erano venuti per Tomba e avevano buttato giù le transenne per festeggiarlo all'arrivo. Fu un tripudio, davvero».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14592538:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/sestola-celebra-tomba-il-campione-dei-campioni2/9557/9592]]

Con un'eco di fondo mai spento, come hanno testimoniato nel 2013 i festeggiamenti sestolesi per il 25esimo, «pieni di gente come se fossero vittorie di ieri». In quel 1988 accadde poi qualcos'altro di indimenticabile sotto il nome di “Tombiadi”, le gare internazionali dedicate all'Albertone olimpico che portarono fior fior di campioni (e di tv) sul Cimone: «Fu il presidente Fisi Gaetano Coppi, che era dell'Abetone, a volerle con quel nome – sottolinea Quattrini – e le organizzammo con Alberto Marchi detto “Paletta” di Modena, lo scopritore di Tomba e mio amico. Fu una cosa mai vista, che ci portò alla ribalta come stazione, tanto che dopo ospitammo anche per due volte i campionati italiani assoluti».

Tomba cresceva, e con lui la stazione, su cui vennero fatti investimenti che portarono a un ammodernamento generale degli impianti e, nel 1990, al varo della seggiovia Cimone, tuttora la più importante del comprensorio. Il tutto cadenzato da gare su gare segnate da un tifo viscerale: «Si era creato un vero e proprio fenomeno per Tomba – nota Quattrini – un'ondata di passione che coinvolgeva anche chi sportivo non lo era. Non si dormiva quasi, prima delle gare, e se si correvano in Europa la tappa in pullman era d'obbligo.

Un clima straordinario e irripetibile». «Se abbiamo fatto il salto di qualità come Cimone lo dobbiamo a Tomba – rimarca Luciano Magnani, presidente del Consorzio – che ha portato migliaia di persone qui. E sono orgoglioso, come presidente del Collegio, di averlo nominato il 30 novembre 2006 maestro di sci grazie a una legge regionale voluta dall'allora assessore Gian Carlo Muzzarelli che attribuiva il diploma ai partecipanti a Olimpiadi o Mondiali. Alberto l'avremo sempre nel cuore, come si vede anche ogni volta che arriva: la gente corre da lui». Perché qui aveva e ha ancora amici veri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google