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Cresce dell'1% il Pil dell'Emilia-Romagna

Analisi di Unioncamere: bene il manifatturiero e il turismo, salgono anche occupazione ed export

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Con un tasso di crescita dell'1% l'Emilia-Romagna si conferma, assieme alla Lombardia, la regione italiana con la crescita più elevata del Pil. I dati del Rapporto 2016 sull'economia emiliano-romagnola, realizzato da

Unioncamere e Regione, ribadiscono le previsioni di Prometeia. Alla crescita del Pil si dovrebbe associare un andamento più dinamico per la domanda interna, +1,5%, replicando l'incremento 2015. A sostenere l'economia regionale è l'export che, pur in leggera frenata, dovrebbe chiudere con un aumento reale del 3%. La ripresa del Pil, seppur moderata, ha avuto esiti positivi sul mercato del lavoro, il cui andamento è stato caratterizzato da un apprezzabile incremento dell'occupazione. Nei primi nove mesi 2016 in regione risultano occupate mediamente circa 1,9 milioni di persone, secondo l'Istat, vale a dire il +2,4% rispetto al 2015. Il tasso di disoccupazione, 7,1%, fa dell'Emilia-Romagna una delle regioni meno afflitte dal fenomeno. Bene soprattutto manifatturiero e turismo. I dati congiunturali raccolti dal sistema camerale dell'Emilia-Romagna sui principali comparti produttivi evidenziano, infatti, sempre per i primi nove mesi dell'anno, un andamento moderatamente positivo, in particolare per le imprese manifatturiere che esportano. La produzione dell'industria in senso stretto è mediamente cresciuta dell'1,5% rispetto al 2015; in calo però il commercio, mentre qualche segnale di risveglio arriva dall'artigianato e dalle costruzioni. Ok il turismo, che chiuderà l'anno con una crescita di arrivi e presenze, sia sul fronte della clientela italiana che estera. A fine settembre, infine, la “consistenza” delle imprese attive (quasi 410mila) è diminuita dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Analizzando i settori, il calo generale è stato determinato dalle attività agricole (-1,0%) e industriali (-1,7%), mentre il terziario ha mostrato una tenuta migliore (+0,2%). Per il 2017, secondo le previsioni di Prometeia, il Pil dovrebbe crescere dell'1,0%, replicando il moderato incremento previsto nel 2016, per salire ulteriormente dell'1,3% nel 2018. «L'Emilia-Romagna sta crescendo a ritmi superiori - ha commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - pari a quelli di Francia e Germania, confermandosi una delle locomotive del Paese. Puntiamo su innovazione e internazionalizzazione delle imprese, su attrattività e modernizzazione delle infrastrutture, comprese quelle digitali, portando in Europa e nel mondo il valore aggiunto della nostra manifattura, dei nostri servizi e del nostro territorio. E su una politica anticiclica fatta di investimenti pubblici».

«Nonostante le difficoltà ancora esistenti, la disoccupazione in Emilia-Romagna continua a scendere registrando peraltro un forte incremento dei posti di lavoro per le donne (+4,7%). Oltre ai numeri, il dato più interessante è che la crescita e lo sviluppo della nostra regione si distribuisce sull'intero territorio», ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi.

Per Alberto Zambianchi, presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, quella della regione è «una posizione conquistata attraverso le capacità delle nostre imprese, le competenze dei lavoratori, la qualità di un tessuto sociale che, nonostante tutto, regge meglio che altrove».

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