Grande Guerra, i sassolesi nelle cronache di quei giorni
Nel periodo dell’anno in cui storia e tradizione fanno sentire maggiormente il loro calore è stato presentato il nono numero dei “Quaderni della Biblioteca di Sassuolo”, pubblicazione di storia...
Nel periodo dell’anno in cui storia e tradizione fanno sentire maggiormente il loro calore è stato presentato il nono numero dei “Quaderni della Biblioteca di Sassuolo”, pubblicazione di storia locale edita da Incontri Editrice.
La nuova opera, intitolata “Sassuolo e la Grande Guerra”, curata da Vincenzo Vandelli e Francesco Genitoni, attraverso studi inediti e il racconto di aneddoti curiosi, descrive il ruolo svolto dalla nostra città e dai sassolesi, durante il primo conflitto mondiale. I cinque saggi, che compongono lo scritto, documentano innanzitutto lo sconvolgimento sociale provato da Sassuolo, piccola cittadina avviata all’industrializzazione, in seguito alla disfatta di Caporetto: ovvero quando dovette ospitare all’interno dei propri confini la scuola dei bombardieri e i suoi 10.000 soldati, raddoppiando così il numero dei suoi abitanti. In secondo luogo analizzano il ruolo propulsore culturale del palazzo ducale, il quale, una volta trasformatosi in caserma, venne frequentato da Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista, che attirò le attenzioni di Adolfo Venturi, coscienza artistica del tempo, che dedicandogli un articolo illustrato sulla sua rivista “L’Arte”, letta in tutta Europa, riuscì a far si che il Consiglio Superiore delle Belle arti stanziasse i fondi necessari al restauro di alcune sue sale. (Davide Vanni)
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