Migranti, divampa la polemica
Guiglia. L’annuncio dell’arrivo di 9 profughi scatena dure proteste sui social
GUIGLIA. Non è passato inosservato, a Guiglia, il comunicato del sindaco Monica Amici che annunciava l’imminente arrivo di nove migranti sul territorio comunale.
E sulla piazza virtuale di Facebook non sono mancati commenti piuttosto duri e xenofobi, anche nei confronti del capogruppo di minoranza consiliare di Guiglia Iacop Lagazzi che si era immediatamente dichiarato al fianco dell’amministrazione.
Un concetto ribadito anche dal segretario del locale circolo Pd Giovanni Tonioni: «Mentre a livello europeo - scrive Tonioni in un comunicato - aspettiamo uno scatto in avanti, a Guiglia facciamo la nostra parte. Apprendiamo da una nota del sindaco che sono in arrivo alcuni profughi che saranno suddivisi in parte a Guiglia e in parte a Roccamalatina e verranno sistemati in alloggi di proprietà privata, senza quindi aggravio di spese per la nostra amministrazione. A fronte di questa emergenza umanitaria, si fanno strada da più parti situazioni di disagio di alcuni cittadini che, forse sull’onda di una certa propaganda politica, evidenziano le loro paure attraverso atteggiamenti di intolleranza. Il Partito Democratico di Guiglia intende essere vicino a quanto asserito dall’amministrazione nel proprio comunicato. In special modo - continua Giovanni Tonioni - pensiamo che una buona pratica di inserimento nella società passi attraverso l’atteggiamento di chi accoglie queste persone e siamo d’accordo con l’amministrazione quando precisa che si impegna ad utilizzare i profughi in lavori socialmente utili. Solamente con un buon contatto e buone relazioni umane, queste persone potranno davvero essere inserite in modo corretto, con beneficio reciproco».
Dal canto suo il sindaco esprime la propria solidarietà a Lagazzi ma non nasconde la preoccupazione: «L’emergenza migranti e richiedenti asilo in Italia - spiega Monica Amici - è senza fine. Per ora i costi li assolve il ministero da Roma, ma per quanto? Non è la prima volta che scaricano sui Comuni tutte le incombenze, anche per l’ordine e la sicurezza pubblica. Siamo già impegnati ben oltre le nostre competenze. Adesso serve l’attenzione di tutti e la capacità di mantenere i nervi saldi. Accoglienza e integrazione sono due parole facili da pronunciare ma difficili da attuare».
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