Modena, veglione di Capodanno con un bar di... troppo
Il Comune assegna al Caffè Concerto un punto ristoro in piazza Roma, protestano i locali esistenti
MODENA. «Allora noi esercenti di piazza Roma quando ci sarà una iniziativa in piazza Grande andremo là davanti al Caffè Concerto con un nostro gazebo temporaneo?». Il commento è di Mauro Rossi, titolare della pasticceria Remondini di largo San Giorgio e della gelateria dei portici di piazza Roma, nonché presidente dell'associazione Modenamoremio. Rossi, e quasi tutti gli altri locali pubblici della zona, ce l'ha con la scelta dell'amministrazione comunale di permettere l'apertura di un bar gestito appunto dai concorrenti del Caffè Concerto per la notte di Capodanno. Ieri, su questo fronte, è stata una giornata all'insegna del nervosismo tra gli uffici del Comune, quelli di Confesercenti e negli spazi degli esercizi commerciali dell'area prospiciente l'Accademia militare. E' stata proprio Confesercenti, con una nota, ad aprire il fronte su quello che appare come un “passo falso” che forse era facile evitare. L'iniziativa del concerto di Capodanno dedicato al Picchio Rosso e del bar temporaneo annesso è dell'assessorato alla cultura, tanto che - contattato - l'assessore alle attività economiche Tommaso Rotella ha rimandato ad altro settore.
Confesercenti Modena spiega: «Urge quanto meno un chiarimento e in tempi rapidi. Abbiamo appreso quasi per caso, dal volantino che pubblicizza la festa in programma il 31 dicembre, che la manifestazione oltre a musica, balli e brindisi, avrà in dotazione anche un punto di ristoro o bar. Curato (o gestito) da un noto locale che si affaccia su piazza Grande. Presumibilmente, ma non ne siamo sicuri e chiediamo delucidazioni in merito, si tratterà di una tensostruttura, di un gazebo o di qualcosa di simile. Chiediamo all'amministrazione comunale: nel caso di conferma con quale modalità si è optato per l'assegnazione al locale? C'è stata una regolare gara o bando di assegnazione? Inoltre, considerando gli altri pubblici esercizi che gravitano sulla zona ed aperti regolarmente la sera dell'ultimo dell'anno, non erano sufficienti ad espletare il servizio?». Non solo l'associazione di categoria non ne sapeva nulla, ma pure Modenamoremio - si dice all’oscuro della vicenda. Spiega il presidente Mauro Rossi: «Lo abbiamo appreso per caso, nessuno di ha informati e non la reputiamo un bel modo di fare. Non aiuta i rapporti tra le parti questo modo di procedere. Io ho due locali in zona, ho garantito l'apertura sia il 31 che la mattina del primo gennaio, ma così siamo in difficoltà. Non c'è stata la dovuta comunicazione». Molti titolari di esercizi commerciali, pur lasciando trasparire molto disagio per questo modo di procedere da parte del Comune, decidono di non fare dichiarazioni pubbliche. Ma lo sconcerto, la delusione e la rabbia sono forti per quello che loro ritengono essere l'ennesimo sgarbo. Ma a qualcuno la scelta del Comune va bene: «Noi ancora non abbiamo deciso se tenere aperto l'ultimo dell'anno, in ogni caso anche se arriva un concorrente temporaneo siamo piuttosto indifferenti», spiegano alla Caffetteria Giusti. Il Comune, interpellato, in serata chiarisce: «Nel progettare la serata l’agenzia ha libertà di ricerca di partner e sponsor purché per la loro natura o per l'attività dello sponsor non siano incompatibili con il ruolo e le attività istituzionali del Comune di Modena. La scelta del partner per il punto mescita, dunque, è degli organizzatori. L’idea di avere in piazza un punto ristoro, sempre a cura degli organizzatori, è stata presentata nella richiesta di autorizzazione più complessiva della serata ed è stata regolarmente autorizzata. Rientrando nella richiesta generale per la manifestazione non è stato necessario procedere ad alcun tipo di gara. Analoghe situazioni si sono verificate per altri eventi e concerti affidati dal Comune. Il punto bar, da progetto è collocato sotto un gazebo di 4 metri per 4».
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