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Polinago fa rivivere la magia del presepe e degli antichi lavori

di Daniele Montanari
Polinago fa rivivere la magia del presepe e degli antichi lavori

La rappresentazione ha portato una grande folla di turisti Il sindaco e il parroco: «Un grazie all’impegno dei volontari»

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POLINAGO. Tradizione e magia natalizia di nuovo a braccetto e in passerella di lusso domenica a Polinago in una rappresentazione del presepe vivente che ha davvero conquistato tutti. La prima di queste feste in Appennino (il 23 sarà la volta di Montefiorino e il 24 di Fanano), è sicuramente da mettere in archivio tra le migliori dell'appuntamento a cadenza biennale. “Acsè l'era al Nadèl” ha visto il suggestivo vicolo della Torre fare un salto indietro nel tempo grazie all'allestimento, negli spazi della vecchia cascina, di una girandola di antichi mestieri presi dalla vita di montagna del primo Novecento. E così si è potuto vedere (ma soprattutto ammirare) com'erano una volta la filatura della lana, la sartoria, la concia del maiale, la lavorazione del legno con il tornio a mano, l'impagliatura delle sedie, la cottura del pane, della polenta, delle mitiche frittelle (di baccalà, di castagne, di mele) e molto altro. Ma lo spaccato si è arricchito anche della ricostruzione di un vecchio mulino ad acqua, di un'aula di scuola, di un'antica cantina e di un ambulatorio medico, col sottofondo delle tradizionali melodie natalizie. Folla fin dal pomeriggio, ma il momento clou è stato quello dell'arrivo prima di Giuseppe (Stefano Plescia) e Maria (Valentina Giacomelli, a dorso di un asinello) nella grotta, poi verso le 18.30 del dolcissimo corteo di bimbi-angioletto con in braccio un paziente Gesù Bambino (bambina in questo caso, Victoria Domenica di tre mesi, figlia della coppia) comunque contento di ritrovare le braccia della mamma. Attorno la folla partecipe, ma anche silenziosa per assaporare il momento. Poi foto a go go alla capanna con la Sacra Famiglia e tutti quei bimbi. «Vi ringraziamo di cuore tutti per aver dato a Polinago una rappresentazione così bella», ha sottolineato il parroco don Paolo Fratti prima della benedizione. E in effetti, grazie anche al bel tempo, tutto ha funzionato al meglio nell'evento organizzato dalla Pro Loco in collaborazione col Comune, con la prof Monica La Malfa a curarne la regia: «Siamo partiti a inizio novembre a preparare - ha spiegato - il lavoro è tanto se si vuole creare davvero l'atmosfera. Ma con una collaborazione così, si può fare tutto». Emozione che ha colto anche i protagonisti principali: «Un momento di comunità bellissimo, ce lo ricorderemo sempre - ha detto Stefano “Giuseppe” - capita una volta nella vita di avere un neonato in famiglia proprio quando c'è il presepe vivente. Davvero indimenticabile». «Quest'anno è venuta fuori una cosa veramente meravigliosa - ha chiosato il sindaco Gian Domenico Tomei - quadri e figuranti sono stati stupendi. Grazie a loro, a chi ha messo a disposizione mezzi propri, alla proprietà che ha concesso gli spazi sempre in modo generoso. Ma anche a tutti quelli che hanno lavorato nell'ombra con tanta passione, perché senza di loro non avremmo fatto nulla».

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