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Tondi di nuovo a casa: «Potrò tornare a lavorare»

Tondi di nuovo a casa: «Potrò tornare a lavorare»

Il primario è stato dimesso dal Policlinico e continuerà le cure ambulatoriali «Faccio gli auguri a tutti, sono provato psicologicamente e ho bisogno di pace»

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«Sono appena tornato a casa e sono molto provato, sia fisicamente sia psicologicamente. Tornerò comunque a lavorare e questo indubbiamente è un fatto molto importante, sono contento per questo. Ora chiedo però di essere lasciato in pace. Ringrazio tutti per gli auguri che continuano ad arrivarmi».

Stefano Tondi è tornato a casa. Il 56enne primario di cardiologia dell’ospedale di Baggiovara è stato dimesso dal policlinico di Modena, dove si trovava ricoverato da quella sera del 10 novembre quando un folle gli aveva spruzzato sugli occhi della soda caustica usando una pistola giocattolo ad acqua.

«Ora dovete scusarmi - ha detto rispondendo al cellulare il medico - ma devo riattaccare, devo sottopormi a delle medicazioni. Auguri a tutti».

E in effetti il suo percorso medico non si è certo interrotto: quella iniziata ieri è una pausa natalizia anche se non farà seguito alcun ricovero. Si proseguirà infatti con visite e cure ambulatoriali, in day hospital. Il bollettino di ieri da parte del Policlinico parla chiaro: «Il dottor Tondi, che è stato seguito dall’Oculistica, diretta dal professor Gian Maria Cavallini e dalla Dermatologia diretta dal professor Giovanni Pellacani, è stato dimesso. Nelle prossime settimane, l’iter terapeutico continuerà in regime ambulatoriale».

«Il dottor Tondi - conferma il professor Gian Maria Cavallini - potrà continuare le cure in regime ambulatoriale. La capacità visiva è ulteriormente migliorata in entrambi gli occhi. I trattamenti sino ad ora adottati hanno avuto successo e la prognosi visiva è favorevole a tal punto che mi sento di confermare che il paziente potrà tornare al lavoro al più presto. Sono, infatti, stati sventati gli esisti più gravi che potevano mettere a repentaglio una vita normale. Continueremo, tuttavia, i trattamenti medici e chirurgici atti a ricostituire una migliore trasparenza dei mezzi ottici e un conseguente miglioramento della capacità visiva».

Quando dunque sarà possibile, il primario tornerà al lavoro, forte di una vista indebolita, certo, ma recuperata. Un lungo percorso di recupero e riabilitativo, iniziato sin dalle prime ore, da quando cioè il primario era arrivato con le bruciature agli occhi provocate dalla soda caustica. Fondamentale fu il lavaggio degli occhi con abbonante acqua che effettuò lo stesso medico, nonostante il dolore e il terrore per l’aggressione appena subìta.

Quanto all’indagine, dopo accertamenti tradizionali, pedinamenti e intercettazioni, i carabinieri guidati dal pm Enrico Stefani hanno portato in carcere colui che ritengono essere il micidiale aggressore, ovvero Daniele Albicini, il 59enne tecnico dell’Ausl che vive a Costrignano di Palagano. Ora è in carcere, il giudice per le indagini preliminari lo ha ritenuto persona pericolosa e che potrebbe reiterare il fatto. Secondo gli inquirenti a spingere il 59enne a spruzzare soda caustica negli occhi del primario sarebbe stata la gelosia: Albicini era innamorato di una sua vecchia fiamma, colei che ha sempre considerato essere la donna della sua vita e che ora, da qualche mese, aveva intrapreso una relazione con Stefano Tondi.

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