A Modena una scuola intera canta per l’integrazione
Con le classi della Cittadella in piazza Grandea Modena per festeggiare il Natale senza discriminazioni
MODENA Berretti rossi e cellulari puntati verso piazza Grande. Donne e uomini di tutte le età raccolti a semicerchio attorno ad artisti davvero speciali. Sono le voci bianche della scuola elementare Cittadella. Hanno sfidato il freddo, le gocce di pioggia e la timidezza per intonare canti di Natale sotto l’albero davanti al municipio. I colori dei loro cappelli erano un richiamo a Santa Claus.
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L'INTEGRAZIONE Tuttavia, a voler guardare più in profondità si poteva scorgere un altro significato. Il rosso non è il colore associato al cuore? Il bianco non identifica la purezza? Fianco a fianco c’erano cattolici e islamici, italiani di seconda generazione, immigrati e discendenti da generazioni di modenesi. Distinzioni che non contano: sono tutti bambini.
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«Hanno tirato fuori tutta la loro voce e il loro entusiasmo - ha riconosciuto Silvia Zetti, dirigente dell’Istituto Comprensivo 9 - pur senza amplificatori. Il prossimo anno contiamo di essere qui più attrezzati con i microfoni. L’integrazione per noi è una parola chiave, una realtà, un sentimento che viviamo ogni giorno. Siamo fermamente convinti sia la strada da seguire». I loro canti sono stati anche una risposta alla cattiva educazione. Qualcuno, infatti, ha abbandonato materiali da riciclare accanto e sopra i pacchi posti sotto l’albero. Come ben aveva testimoniato la maestra Eva Pigliapoco, bisogna essere «normalmente diversi» come i bambini per fare la differenza.
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L'EMOZIONE La preside ha voluto ringraziare i docenti e le famiglie per l’organizzazione. «L’emozione è tantissima - ha ripreso Stefania Riccò, maestra che ha seguito il progetto - anche se è stato un azzardo. Abbiamo voluto giocarci tutto. È una prova che la musica unisce le persone, i bambini e i cuori. Con l’impegno ci si riesce. La cornice è bellissima, un po’ dispersiva; il prossimo anno ci organizzeremo con la musica di sottofondo e sarà meraviglioso. Grazie ai miei colleghi». Le maestre e i maestri hanno diretto i bambini nei loro canti, eseguiti in italiano e in inglese. Lo spostamento dalla scuola di via del Carso è stato assistito da agenti della polizia municipale e cittadini attivi del Quartiere 1. «Vogliamo ringraziare gli assessorati alla Scuola e al Centro Storico - ha concluso Antonella Bernardo, responsabile della commissione Sicurezza per il Quartiere 1 - e gli agenti per il supporto alla manifestazione».
Gabriele Farina
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