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Azioni Aimag-Hera, no al concambio

di Francesco Dondi
Azioni Aimag-Hera, no al concambio

Il Consiglio d’indirizzo dell’ente ha bocciato 11 contro 6 (e un astenuto) la proposta che era stata avanzata dal presidente

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La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, per il momento, non venderà a Hera le proprie azione di Aimag. L’operazione, elaborata dal presidente Giuseppe Schena, è infatti stata bocciata dal Consiglio d’indirizzo che con 11 voti contrari, sei favorevoli e un astenuto ha deciso di non dare continuità al concambio azionario.

«Pur valutando favorevolmente l’opportunità offerta dall’eventuale conclusione del concambio con azioni Hera Spa – si legge in una nota di via Sardegna - che avrebbe garantito alla Fondazione il conseguimento di una significativa plusvalenza, quantificata in 5 milioni di euro, con un positivo impatto sul patrimonio, il Consiglio di Indirizzo ha deliberato di non approvare la cessione, al fine di non condizionare le determinazioni che vorranno assumere i Soci pubblici di Aimag Spa». La Fondazione però non racconta di un retroscena per certi aspetti decisivo nel bloccare l’operazione finanziaria: lunedì pomeriggio, con un blitz, la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, che finora aveva intrapreso un percorso condiviso con Crc nel sostenere la forte integrazione di Aimag con Tea, piuttosto che l’incorporazione con Hera, ha spedito una lettera urgente ai colleghi carpigiani. Una missiva in cui, per la prima volta, il presidente Giovanni Belluzzi e tutti i suoi consiglieri, hanno messo nero su bianco l’intenzione di acquistare le quote di Aimag in possesso di Crc. E la spesa sarebbe fatta con soldi veri e non con un concambio di azioni troppo soggette alla volatilità del mercato, che nell'ultimo anno non ha certamente premiato Hera, il cui valore azionario è sensibilmente calato. La lettera non indica quanto Cr Mirandola sia disposta a mettere sul piatto, ma il valore di mercato lo ha stabilito la stessa Cr Carpi, che ha iscritto a bilancio 10 milioni di euro per il 7,5% di quote.

L’assalto di Hera potrebbe comunque non fermarsi qui visto che alcuni rappresentanti di Crc attendono un controrilancio, ma serviranno contanti e non azioni di Borsa. In compenso finisce in un vicolo cieco una seconda strategia dell’area carpigiana, che permettendo a Hera di salire al 32,5% avrebbe aggirato l’impasse che tuttora si vive tra i sindaci soci di Aimag, garantendo alla multiutility di giocare un ruolo monopolistico nella partita. Ma è soprattutto il territorio ad aver parlato perché il Consiglio d'indirizzo della Fondazione è composto da rappresentanti delle varie anime sociali, economiche e associative: sono stati loro a bloccare la scalata quasi a voler dimostrare che il futuro di Aimag non può essere soltanto un'operazione politica e che Hera non è un futuro gradito.

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