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Cade in piazza, fa causa al Comune

Cade in piazza, fa causa al Comune

Inciampata in un buco è rimasta ferita ma l’assicurazione non paga i danni

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«Quando l’assicuratore mi ha detto che non vedeva la connessione logica tra il danno e il buco in piazza Martiri, allora ho capito che avrei fatto meglio a rivolgermi all’avvocato».

Deluso, ma anche arrabbiato, il figlio di una quasi 80enne che qualche mese fa è finita all’ospedale dopo una brutta caduta tra le corsie del mercato del giovedì. «Mia madre - dice l’uomo, residente all’Osteriola assieme all’anziana - è inciampata in un punto in cui mancavano i cubetti di porfido; ha sbattuto la faccia a terra ed è stata raccolta dall’ambulanza. Come può permettersi l’assicuratore di dirci che non c’è nesso logico? Forse pensa che mia madre sia caduta a casa poi noi l’abbiamo portata in piazza puntando chiedere i danni al Comune? Un’ipotesi davvero diabolica. Adesso comunque se la vedrà con l’avvocato».

Il legale, secondo quanto racconta la famiglia, ha anche consigliato all’anziana di sporgere regolare denuncia-querela alla Polizia, in modo da poter agire legalmente contro l’assicurazione e il cliente di quest’ultima cioè il Comune. «Quella mattina di settembre - ricorda la donna - ero al mercato. Stavo camminando tranquillamente quando il mio piede è finito in un avvallamento e ho perso l’equilibrio. Ho preso una botta tremenda in volto che mi si era coperto di sangue. Alcuni passanti mi hanno aiutata a sdraiarmi su una panchina, nella zona della Banca Popolare, e lì ho atteso l’arrivo dell’ambulanza. Da quel momento in poi è iniziata un’odissea». La donna riferisce che nella caduta ha riportato la rottura della dentiera e un vasto ematoma per il quale si sono rese necessarie tre “Tac”. «Sono stata all’ospedale tre giorni - spiega l’anziana - poi per altri 20 giorni ho dovuto sottopormi a terapie. Ora da un orecchio sento meno: l’Otorino dice che è stato a causa della violenta botta alla testa». La famiglia qualche settimana dopo ha preso contatto con il Comune per chiedere un risarcimento ed è stata dirottata verso la compagnia assicuratrice che, come detto, nei giorni scorsi ha definitivamente rifiutato di risarcire la donna. «Noi - conclude il figlio - davvero non ci aspettavamo di essere ritenuti in malafede. Ci siamo sentiti offesi dalle parole dell’assicurazione. A questo punto la palla passa al nostro legale e ci auguriamo che a nessuno capiti di inciampare in piazza».

Rino Filippin

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