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Caso “ricoveri d’oro”: l’Ausl spiega i costi

Caso “ricoveri d’oro”: l’Ausl spiega i costi

Il caso dei rimborsi per i ricoveri ritenuti non necessari alla “Sol et Salus”, la clinica di Torre Pedrera di Rimini specializzata nella riabilitazione: secondo la Guardia di Finanza di Rimini che...

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Il caso dei rimborsi per i ricoveri ritenuti non necessari alla “Sol et Salus”, la clinica di Torre Pedrera di Rimini specializzata nella riabilitazione: secondo la Guardia di Finanza di Rimini che ha indagato passando al setaccio circa 5mila cartelle cliniche nel periodo 2011-12, si tratterebbe di una maxi truffa ai danni dello Stato e i soldi indebitamente ricevuti dalla struttura sarebbero 6 milioni di euro. C’erano anche pazienti modenesi che hanno usufruito delle cure in quella clinica, anzi, proprio ad un gruppo di loro si deve l’avvio di questa indagine. I modenesi infatti lamentavano che a loro , per le cure a cui si dovevano sottoporre, era negata la possibilità di soggiornare, nonostante ci volessero almeno oltre quattro ore per andare e tornare da Modena a cui vanno aggiunte quelle del trattamento stesso. Ai modenese no, ma ai pazienti di altre regioni era concesso soggiornare: a loro infatti, per essere in quella clinica, bastava l’impegnativa del medico curante, ai modenesi, così come agli altri emiliani , era necessario il nulla osta del fisiatra regionale. Il quale, nella maggior parte dei casi, stabiliva che i l ricovero non era necessario.

Da qui l’inizio delle indagini che ora vedono indagati ilo direttore generale, amministrativo e direttore sanitario della clinica. La nostra Ausl aveva una convenzione con la clinica riminese. «L’Azienda Usl di Modena - si legge in una nota delal direzione - ,senza voler entrare nel merito delle indagini e confermando la massima collaborazione con le Autorità competenti, informa di aver stipulato contratti con la Casa di Cura privata Sol et Salus Rimini ponendo la massima attenzione all’appropriatezza dei ricoveri ed alle normative in materia».

«Nei confronti delle strutture private vengono effettuati controlli sanitari (circa 900 cartelle cliniche controllate nel 2015) e il monitoraggio dei tetti di spesa». «L’Ausl ha stipulato con la Casa di Cura Sol et Salus contratti di fornitura fino all’anno 2015, prevalentemente per interventi di chirurgia ortopedica, con una spesa che è progressivamente calata negli ultimi anni - precisa la nota della direzione - nel 2015 il tetto di spesa assegnato alla Casa di Cura privata Sol et Salus è stato di 360mila euro, di cui 330mila per chirurgia ortopedica e 30mila per riabilitazione». «Nel caso della riabilitazione intensiva -scrive l’Ausl - che ha rappresentato una quota residua dell’attività, l’Ausl di Modena ha sempre richiesto la prescrizione del fisiatra pubblico a garanzia della maggiore appropriatezza possibile sui trattamenti e sul regime di erogazione degli stessi (ricovero, ambulatoriale o Day Hospital). Nel 2016 l’Ausl non ha stipulato alcun contratto con la Casa di cura Sol et Salus. La rete riabilitativa della provincia di Modena è pienamente in grado di far fronte ai bisogni della popolazione e non ha in alcun modo risentito del calo di attività della clinica Sol et Salus».

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