Crescita, lavoro, equità: il 2017 di Bonaccini
Presentato in Regione il bilancio previsionale: «Promesse mantenute, ora sfidiamo la burocrazia»
«Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto, perché ciò che avevamo promesso, abbiamo realizzato: anche così si recupera la credibilità delle istituzioni e della politica. C'è ancora molto da lavorare e manteniamo i piedi per terra, ma la strada imboccata è quella giusta». L'ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nel suo intervento in Assemblea legislativa mentre è in discussione il bilancio di previsione 2017. Il presidente ha ricordato come grazie al Patto per il lavoro «che abbiamo siglato con tutte le parti sociali, gli atenei, le associazioni e gli enti locali, abbiamo il 2% in meno di disoccupazione e, su anno, quasi 50mila posti di lavoro in più nel terzo trimestre 2016». Crescita, lavoro, equità sociale. Per Bonaccini nei primi due anni gli impegni preso su questi temi sono stati mantenuti ora la «prossima sfida a cui guardiamo è quella della burocrazia: nel 2017 istituiremo una cabina di regia per cercare soluzioni a un problema che purtroppo è ancora troppo presente nella vita degli imprenditori e dei cittadini».
Infrastrutture materiali, ma anche immateriali, ha sottolineato Bonaccini: già oggi l’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per digitalizzazione, ma grazie all’accordo sottoscritto con il Governo e ai 255 milioni di euro disponibili, entro il 2020 tutta la regione potrà contare sulla banda larga e diventare al 100% digitale.
Poi, ha ricordato il presidente, un nuovo modello di sviluppo sostenibile, per tenere insieme la crescita alla coesione sociale: «Non aumenteremo di un centesimo le tasse, ma continueremo ad investire per una sanità e un welfare sempre più di qualità e in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini. Siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa e ad introdurre nei nostri ospedali quasi 2.600 lavoratori tra assunzioni, stabilizzazioni e turn over al 90%, percentuale unica a livello nazionale. Tra i primi in Italia a farlo, ci siamo dati una legge, quella sul reddito di solidarietà, che cerca di dare una risposta concreta e dignitosa a chi si trova davvero in situazioni di difficoltà, mettendo a disposizione 35 milioni di euro in aggiunta ai 37 stanziati dallo Stato». Ancora, Bonaccini ha richiamato l’impegno assunto sui saperi: «Nel 2016 abbiamo raddoppiato i fondi per la cultura, mettendo a disposizione 32 milioni di euro, il 100% in più rispetto al 2014, perché la cultura è anche uno strumento per dare lavoro e favorire la crescita. Stesso discorso per il turismo, su cui abbiamo scommesso una parte del nostro mandato: il boom delle presenze nel 2015 e nel 2016 ci sta dando ragione”. Poi l’agricoltura, con investimenti importanti per i giovani e il biologico, la difesa del suolo, per passare sempre più da una logica di emergenza a politiche di prevenzione; la legge sui rifiuti, la più avanzata in Italia, che si pone obiettivi ancor più ambiziosi di quelli fissati dall’Unione europea».
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