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L’ateneo affronta il ritorno della Modena

di Carlo Gregori
L’ateneo affronta il ritorno della Modena

Il Cda Unimore dicuterà presto la richiesta della prof di riavere cattedra e stipendi non percepiti durante la sospensione

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MODENA. La professoressa Maria Grazia Modena è a un passo dal reintegro dalla cattedra di Malattie Cardiovascolari alla facoltà di Medicina e Chirurgia. È infatti imminente la riunione del Cda di Unimore in cui la richiesta avanzata dalla stessa cardiologa dovrebbe essere all’ordine del giorno. Un altro punto in discussione, a corollario del reintegro nella docenza, sarà la questione se ha diritto oppure no alla restituzione degli stipendi non percepiti durante la sua sospensione in attesa della decisione dei giudici. Un aspetto, però, questo che dovrà essere conseguente alla fine dell’intero percorso giudiziario.

Per la Modena, infatti, non tutto è chiuso con la “quasi-assoluzione” con la condanna a 8 mesi in Appello a Bologna, una decisione dei giudici che ha suscitato clamore ribaltando la sentenza di primo grado al termine di un giudizio abbreviato: la cardiologa era stata infatti condannata non solo a 4 anni di pena (con lo sconto previsto per il rito) ma anche - e questo è il punto - a cinque anni di interdizioni dai pubblici uffici. E quindi cinque anni via dall’insegnamento. La prof. Modena era stata in realtà già sospesa dal precedente rettore Aldo Tomasi poco dopo l’arresto per l’Operazione Camici Sporchi del novembre 2012. L’atto le ha impedito di insegnare, ma la sua efficacia è stata solo successiva dato che in quel periodo era agli arresti. E il primissimo atto del nuovo rettore Angelo Oreste Andrisano è stato proprio quello di reintegrare la Modena nella cattedra nonostante l’inchiesta fosse ancora aperta, una scelta che ha dato adito a non poche perplessità. Il 25 ottobre 2015 lo stesso Andrisano ha poi dovuto firmare, su ordine del Tribunale di Modena, la seconda sospensione della Modena dall’insegnamento. È stato poco più di un anno fa. Ora Andrisano firmerà un terzo atto che corrisponde al secondo reintegro. In questo tira-e-molla, la prof. Modena ha svolto la sua attività di cardiologa solo presso uno studio privato modenese. Ma è possibile che torni a lavorare anche al Policlinico? Che, in altre parole, tutto torni come prima e diriga il reparto? «Non posso rispondere. È troppo presto - spiega - adesso la mia pratica è ancora tutta in mano ai miei bravissimi avvocati, il professor Luigi Stortoni e Massimiliano Iovino. Vedremo. Un passo alla volta».

Il prossimo passo infatti è il ricorso in Cassazione per chiudere la fase penale. La Modena infatti vuol ricorrere contro la condanna in Appello a otto mesi per falso in merito a due lettere da lei scritte. Solo dopo questo ultimo gradino si potrà dire che la sentenza entrerà in una fase definitiva e diventerà esecutiva. Nel caso peggiore resterà questa macchia degli otto mesi di condanna con i benefici di legge. Poco rispetto alle accuse di corruzione, abuso d’ufficio, truffa e soprattutto di associazione a delinquere ma è sempre una condanna.

«Sono contentissima di come è andata a Bologna - spiega la prof - ora spettiamo la chiamata del rettore».

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