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Mamma disabile multata Ma il giudice le dà ragione

Mamma disabile multata Ma il giudice le dà ragione

Castelfranco. Due sanzioni della municipale per aver sostato davanti a scuola Franchini (M5s): «Siamo felici che abbia avuto ragione, il Comune è stato sordo»

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CASTELFRANCO. Ha avuto ragione lei: quelle due multe, fatte perché sostava a ridosso della scuola per accompagnare il figlio, non sono legittime. La mamma, infatti, ha vinto il ricorso, costretta a rivolgersi ai giudici dopo i tentativi di conciliazione.

Tutto inizia a novembre 2015 quando una mamma invalida, di un alunno delle elementari si rivolge ai 5 Stelle. «A causa della sua situazione clinica - spiega Antonella Franchini - è obbligata ad utilizzare l’auto anche per piccoli spostamenti e tutte le mattine accompagna il bimbo davanti alla scuola, lo fa scendere e riparte. Sa bene che negli orari di entrata e uscita c’è il divieto di sosta sul viale per cui espone sempre il contrassegno per disabili rilasciato e autorizzato da Asl e polizia municipale. Un pomeriggio nota che l’agente addetto all’attraversamento, le sta prendendo il numero di targa e così scende per chiedere spiegazioni visto che nessuno fino a quel giorno aveva mai rilevato alcuna irregolarità. E per risposta il vigile dice: Lì non può sostare».

La settimana seguente, la signora si reca al Comando per rinnovare il permesso invalidi prossimo alla scadenza; ne approfitta per chiedere delucidazioni sull’episodio e riceve la stessa risposta dal collega addetto al front-office che ribadisce il divieto di sosta, chiamando l’agente coinvolto. «Senza addurre le sue ragioni o ascoltare - prosegue la portavoce pentastellata - avrebbe sommariamente comunicato alla signora “ora la sanziono”. Sempre più affannata ed incredula, la signora chiede di parlare con l’allora Comandante. La sera le viene poi comunicato dall’allora vice Comandante, che in realtà le sanzioni comminate erano due, in due giorni diversi (una addirittura retrodatata) e le sarebbero state verbalizzate proprio in quella stessa mattinata.

«Ci viene accordato un colloquio con il Comandante, ma al suo posto si presenta il vice - ricorda la donna - che ci ha ribadito la correttezza dell’operato. Eppure esistono sentenze che tutelano sia gli invalidi sia la contestazione a posteriori delle violazioni. Non potevamo credere che il Comune fosse così sordo e ostinato. Abbiamo quindi chiesto se l’Ente non ritenesse di dover annullare i verbali di contestazione, ma nessuna apertura ci è stata concessa».

«Non è rimasta che la strada del ricorso - annota la Piccinini - che ha presentato e che ha vinto dopo una lunga attesa, durante la quale il Comune aveva la facoltà di annullare il procedimento in autotutela. Le spese processuali a carico del Comune saranno poi a carico della comunità. La signora ha fatto ricorso solo per principio, nonostante sapesse che le sanzioni si sarebbero quadruplicate in caso di sconfitta. Ma la dignità riconosciutale vale molto di più di quello che ha speso. Felicissimi che abbia avuto giustizia».

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