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Medie, caos iscrizioni per le paritarie

Medie, caos iscrizioni per le paritarie

Bimbi e istituti non statali trattati da fantasmi: penalizzati, rischiano di perdere il diritto a frequentare la scuola vicino casa

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Quella delle vacanze natalizie sarà solo una tregua sul fronte scolastico.

Continua, infatti, la polemica legata alle iscrizioni nelle scuole medie dopo l’entrata a regime dei nuovi dieci istituti comprensivi. Il primo anno, quello appena iniziato, doveva essere quello di rodaggio, e invece i problemi si stanno protraendo anche alla vigilia delle nuove iscrizioni. Proprio in questi giorni, infatti, il Comune sta divulgando in modo ufficiale quelli che saranno i criteri di ammissione e, come era già stato fatto notare lo scorso anno, una grossa disparità si registra sul fronte delle scuole paritarie, come se queste, che a Modena contano centinaia di bambini iscritti, non facessero parte del panorama scolastico cittadino. «Non si tratta di bambini in più - spiegano alcuni genitori in una lettera – si tratta di bambini che comunque avrebbero dovuto frequentare una scuola elementare, e se non avessimo scelto quella paritaria sarebbe per forza stata una scuola elementare del Comune di Modena. Quindi non possono fare finta che non esistiamo».

Dove nasce l’inghippo? Tra i criteri messi in atto dal Comune, infatti, si vede come abbiano la prelazione sulle iscrizioni nella scuola di comprensivo zgli alunni frequentanti una classe quinta – sottolinea l’amministrazione - di una scuola primaria del comprensivo, che richiedono la scuola di riferimento. In caso di esubero di iscrizioni rispetto alla capienza, verrà data priorità ai residenti nello stradario del comprensivo”. E chi è iscritto alle paritarie? Sta un gradino sotto, nel secondo gruppo, dove si dice “alunni frequentanti una classe quinta - scrive il Comune - di una scuola primaria pubblica non appartenente al Comprensivo o una scuola paritaria e residenti nello stradario del Comprensivo».

Come già ammesso dal Comune alcuni giorni fa, il caso si proporrà certamente alle scuole medie Mattarella, appena costituite: oggi ci sono tre prime, ma il bacino dice che il prossimo anno, a giudicare solamente dal numero di alunni che oggi frequentano il quinto anno delle scuole elementari dello stesso comprensivo, ci vorrà almeno una nuova prima. Tanto che le Mattarella sono già pronte per attrezzarsi con la quarta sezione. Ma non è detto, che nemmeno con una sezione in più, chi oggi abita accanto alle Mattarella ma frequenta una scuola paritaria, possa iscriversi alla scuola vicino casa. Un paradosso. Ma molto chiaro, come lo sono i numeri dell’istituto comprensivo 3, che già un anno fa, quando la protesta montava, aveva messo in luce come il problema non fosse tanto una scuola in più, quanto la equa distribuzione degli alunni nei nuovi comprensivi, con scuole affollate e altre meno. Il Comune mette per iscritto questo controsenso nella lettera inviata alle famiglie attraverso le scuole: “Si ricorda – scrive il Comune – che è stata realizzata una riorganizzazione della rete scolastica statale in istituti comprensivi per effetto della quale lo studente acquisisce il diritto prioritario a percorrere l’intero ciclo scolastico all’interno dell’istituto comprensivo a cui appartiene la scuola primaria statale frequentata”.

E specifica: «In base a tale riorganizzazione, vostra figlia o figlio, in quanto frequentante una scuola paritaria e quindi non appartenente a nessun comprensivo – come se il bambino, insomma, non esistesse – non acquisisce il diritto di comprensivo sopracitato, ma potrà avvalersi in subordine ad esso del criterio di residenza nello stradario del comprensivo, che sarà consultabile dal 9 gennaio sul sito del Comune». Sperando, insomma, che nella scuola vicino casa sua rimanga un posto, quasi fosse “colpevole” ad aver frequentato una scuola paritaria.

Quindi il Comune cosa fa? Si dimentica sia dei bambini che frequentano le paritarie, dicendo che non hanno diritto prioritario, sia delle scuole paritarie, non inserendole in nessun comprensivo secondo una logica territoriale. Se il buongiorno si vede dal mattino, le iscrizioni che inizieranno il 16 gennaio (termine ultimo il 6 febbraio) riserveranno altre polemiche.

Davide Berti

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