Mirandola schiererà i volontari per presidiare le strade
MIRANDOLA. Un ordine del giorno sulla sicurezza, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, in merito all’escalation di criminalità che sta vessando Mirandola. «Il fatto che tutte le forze...
MIRANDOLA. Un ordine del giorno sulla sicurezza, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, in merito all’escalation di criminalità che sta vessando Mirandola. «Il fatto che tutte le forze politiche abbiano votato compatte - commenta il sindaco, Maino Benatti - è un bel segnale nei confronti della cittadinanza che è giustamente preoccupata, come noi, sullo stato della sicurezza». Sul piatto finiscono 52mila euro per la sicurezza: 20mila, tramite bando, andranno a 20 famiglie per l’installazione di allarmi domestici, 15mila per l’ampliamento del sistema di video sorveglianza e di controllo dei varchi d’entrata più importanti del paese, e altri 15mila per la formazione di nuovi assistenti civici che, in collaborazione con le forze dell’ordine, attueranno il controllo del vicinato.
Due gli emendamenti aggiunti all’ordine del giorno su proposta della Lega Nord: “Concordare con tutte le forze dell’ordine una messa in rete dei sistemi di video sorveglianza pubblica dell’Unione, affinché tutti gli operatori possano avervi accesso immediato” e “Sollecitare il Governo perché vengano costruite nuove carceri e coinvolgere i nostri parlamentari modenesi poiché si facciano portavoce della certezza della pena”.
Soddisfatto Antonio Platis, capogruppo di Forza Italia: «Dopo che per mesi la questione sicurezza è stata sminuita dall’amministrazione, ora il centrosinistra ha dovuto inserire proposte concrete. Nei prossimi anni, poi, grazie alle nuovi sedi delle forze dell’ordine realizzate con i contributi della ricostruzione post sisma, si dovrà richiedere il trasferimento di nuovi agenti e carabinieri per presidiare al meglio il nostro territorio».
Nonostante l’importanza del tema trattato, appena una decina di cittadini hanno assistito al dibattito. Presente anche il vice questore Vincenzo di Lembo che ha provato a sminuire il problema della sicurezza parlando di “scarsa preparazione culturale delle persone nel contrastare i reati predatori” sottolineando come “il numero di furti a Mirandola è in linea con quelli del condominio dove vivo a Bologna”.
Un’analisi che ha incassato la critica di Nunzio Tinchelli (M5s): «Non è colpa dell’ingenuità della gente se i malviventi si arrampicano sui balconi di casa e tranciano le inferriate per entrare. E quattro furti a settimana, qui a Mirandola, non sono pochi».
Valentina Corsini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google