San Felice, seguito fino a casa e pestato per i soldi
Violenta rapina ad un barista: i banditi lo hanno minacciato con una pistola per portargli via incasso e valori
SAN FELICE. Gonfiato di botte e ridotto in un letto d’ospedale col volto tumefatto. Questo il bilancio della brutale rapina perpetrata ai danni del proprietario del bar Castello di via Campi. Martedì notte, dopo aver chiuso il locale, il 34enne si è messo alla guida della sua auto per fare ritorno a casa, in via della Repubblica, dove vive con la famiglia. Quello che doveva essere un semplice rientro, però, si è trasformato ben presto in una spietata aggressione. Intorno all’una, infatti, tre banditi incappucciati, uno dei quali armato di pistola, l’hanno minacciato e malmenato barbaramente sferrandogli una serie di pugni al volto. Una rapina feroce per sottrargli un bottino ingente: 8mila euro tra Gratta & Vinci, valori bollati, schede ricaricabili, incasso e chiavi del bar, nonché il portafogli.
Con ogni probabilità, i malviventi conoscevano il valore economico della merce che l’uomo aveva con sé e l’hanno seguito dal locale di via Campi alla sua abitazione, dove gli hanno teso il brutale agguato. Una volta raggiunto lo scopo, hanno lasciato Yilei Guo col volto tumefatto e in preda al panico.
L’uomo ha immediatamente telefonato alla moglie e insieme hanno allertato i carabinieri di San Felice che sono subito intervenuti. Il barista cinese, in seguito ai violenti traumi riportati, è stato poi trasportato all’ospedale di Baggiovara, dove ieri si trovava ancora ricoverato .
«Mio marito lavora tutte le sere al bar da solo, ma non ha mai avuto problemi gravi - ha raccontato la moglie di Guo, Jia Liyan, ancora sconvolta per quanto successo - Io purtroppo non posso andare ad aiutarlo perché devo rimanere a casa ad occuparmi della nostra bambina. Yilei è in Italia da 15 anni e ha il locale da 7, però non gli era mai capitato nulla del genere. Gli hanno sferrato pugni con una tale violenza che ha tutto il viso gonfio. Non temo per la sua vita, ma solo per il dolore e la paura che gli ha arrecato questa orrenda esperienza».
San Felice non è nuova alle rapine messe in atto con tale ferocia da bande prive di scrupoli. Risale ai primi di agosto, infatti, quella compiuta ai danni degli anziani coniugi Pierpaolo Manfredini e Graziella Modena, sequestrati di notte e per diverse ore da quattro banditi slavi nella loro villetta di via Furlana. Malmenato selvaggiamente lui e tenuta in ostaggio lei, in camera da letto, da uno degli aguzzini. È di metà agosto, invece, l’altra brutale aggressione che ha coinvolto un’anziana vedova che vive da sola in via Scala a Rivara. Lidia Puviani, 84 anni, era stata assalita nel cuore della notte da tre malviventi, uno dei quali l’aveva tenuta così forte per un braccio da lasciarle lividi ben visibili. Evidentemente, però, questi assalti non erano che l’inizio di un’escalation criminale sempre più inarrestabile.
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