Duecento alunni studiano la lotta alla mafia
Le scuole del distretto ad una lezione speciale per conoscere la storia di Paolo Borsellino
«Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo». Con queste parole, Paolo Borsellino sottolineava l’importanza di smuovere le coscienze dei ragazzi, rendendoli protagonisti della lotta alla criminalità organizzata. E così il settore Istruzione dell’Unione delle Terre d’Argine, nell’ambito del progetto “Dallo studio di fattibilità alla costituzione del Tavolo Permanente per la Legalità e il Contrasto alla Criminalità Organizzata”, ha promosso nella Sala Congressi di Carpi un incontro formativo rivolto alle classi II e III delle scuole secondarie di primo grado di Carpi, Soliera, Novi e Rovereto per presentare la figura del magistrato, assassinato dalla mafia assieme a cinque agenti della sua scorta nella strage di via d’Amelio, nel 1992. L’incontro, cui hanno partecipato circa 220 studenti, ha potuto avvalersi di un collegamento video da Palermo con Rita Borsellino, sorella del giudice, nonché di foto, video, documenti e testimonianze tramite le quali Alfio Foti del Centro studi, ricerche e documentazione Sicilia/Europa Paolo Borsellino, ha delineato il profilo del magistrato. (v.c.)
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