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Il barista rapinato con pestaggio resta ricoverato: «Terrorizzati»

Il barista rapinato con pestaggio resta ricoverato: «Terrorizzati»

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SAN FELICE. «Quando all’una di notte ho sentito suonare il campanello di casa ho pensato che mio marito avesse dimenticato le chiavi. E invece ansimava al citofono, faceva fatica a parlare e tutto quello che sono riuscita a capire è stato: “Delle persone mi hanno rapinato e picchiato, scendi subito. Allora sono corsa in suo aiuto e l’ho trovato con il volto così gonfio e sanguinante che era irriconoscibile...».

Liyan Jia racconta così il risveglio nel cuore della notte, ad opera del marito, appena rapinato e pestato a sangue barbaramente da tre balordi incappucciati, uno dei quali armato di pistola. Proprio sotto casa loro in via della Repubblica. Le indagini dei carabinieri sono in corso, dopo la nuova tremenda esperienza che è capitata a San Felice.

Intanto, dopo la rapina violenta, crudele, Yilei Guo, titolare cinese del bar Castello di viale Campi, resta ricoverato ricoverato al policlinico di Modena con il viso sfigurato dal dolore, per le botte che i malviventi gli hanno inferto.

Ed è ancora sconvolta la moglie del 34enne che per prima lo ha rinvenuto col volto sanguinante e gonfio. Ieri la 33enne ha riaperto il locale che lei e il marito gestiscono da 7 anni, «perché questo è il nostro lavoro» ha spiegato mentre serviva alcuni clienti. Insieme a lei, abbiamo ripercorso i terribili attimi della feroce aggressione occorsa a Yilei martedì notte.

«Abbiamo subito chiamato i carabinieri e un’ambulanza del 118 che l’ha trasportato al policlinico di Modena. Mi hanno detto oggi che resterà ricoverato per almeno altri quattro o cinque giorni. Fortunatamente non ha riportato danni cerebrali, ma ha comunque tanto dolore in viso e nel resto del corpo dove è stato colpito. A fargli compagnia ci sono alcuni zii, io lo raggiungo la sera dopo aver chiuso il bar. Ho deciso di riaprire perché noi viviamo di questo. Abbiamo una bambina piccola che abita qui con noi e altre due figlie in Cina. Io ho sempre lavorato di giorno nel locale e di sera mio marito da solo ma, in sette anni, non è mai accaduto nulla del genere. Perché tanta cattiveria? Ora ho davvero paura».

Valentina Corsini

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