La pace dei “Bonucchi” Ma Leandro è sotto tutela
Il sindaco di Montecreto eletto presidente dell’Unione dopo il ritiro di Marco: «Non è una cambiale in bianco, deve coinvolgere tutti oppure si torna indietro»
«Quello che è successo è successo: adesso mettiamocelo alle spalle e lavoriamo assieme per dare una svolta a questa Unione e far sì che diventi un fiore all’occhiello, senza più contrapposizioni tra maggioranza e opposizione da vecchia Comunità Montana».
Così il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi mercoledì sera ha salutato la sua sospirata elezione a presidente dell’Unione del Frignano, sei mesi dopo l’uscita di Romano Canovi.
Doveva essere cosa di settembre, e invece il quadro si è complicato per la presentazione della candidatura “antagonista” del sindaco di Sestola Marco Bonucchi che ha messo pensieri fino all’ultimo, perché dalla sua aveva raccolto 14 quote dei civici (per il meccanismo che assegna due voti ai consiglieri che sono maggioranza nei loro Comuni) rispetto alle 16 garantite a Leandro dal centrosinistra. Margine minimo, dunque. Che ha preoccupato fino a lunedì, quando la candidatura bis è stata ritirata. E così si è arrivati all’elezione di Leandro ad ampia maggioranza, con 20 voti a favore perché in segno di disgelo lo hanno appoggiato anche Fabio Magnani (vicesindaco di Sestola) e Gabriele Nizzi (consigliere di Fiumalbo, che pure ha criticato «gli atteggiamenti arroganti e divisivi che hanno caratterizzato questa vicenda») che prima erano dall’altra parte.
Non c’è stata però l’unanimità che ci fu con Canovi nel 2013, perché in 8 si sono astenuti: Claudio Bartolacelli, Armando Cabri, Marco Caiumi, Massimo Chichi che vale per due, Norberto Nardini, Paola Pasquali e Massimo Poggioli.
Nel suo discorso Leandro è stato chiaro: «I Comuni oggi da soli sono fragili e per rapportarci con Provincia e Regione abbiamo bisogno di un’Unione forte, che affronti le problematiche a livello di territorio».
Cosa che ha chiesto anche la consigliera Pd Stefania Cargioli: «Abbiamo bisogno di allargare i nostri confini territoriali e le nostre menti – ha detto – presentandoci in primis a livello turistico come Frignano unito. Sono stanca di sentire che in Regione la nostra Unione è considerata l’ultima ruota del carro: c'è bisogno di una struttura diversa».
Quella che parte innanzitutto dalla stesura di un nuovo Statuto che recepisca la richiesta di turnazione alla presidenza che è stata la “sine qua non”per fare ritirare la candidatura Marco Bonucchi. Ci lavorerà una Commissione «in cui tutti avranno lo stesso peso», ha garantito Leandro.
Il testo deve essere pronto entro giugno per l’approvazione dei dieci Comuni: si va da una rotazione minima di 12 mesi (quella chiesta da Luciano Biolchini) a una massima da 24, e l’accordo non sarà semplice.
Sibillino Marco Bonucchi al termine: «Abbiamo dato fiducia a Leandro come persona, ma non gli abbiamo consegnato una cambiale in bianco. Ci aspettiamo il coinvolgimento di tutti nelle decisioni, sennò si tornerà al punto di prima».
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