Mutui e bilancio, ridotte le libertà di Sgp
Il consiglio comunale “irrigidisce” lo statuto: relazioni semestrali e niente prestiti senza controllo
Nonostante le incognite legate alla pronuncia della Consulta (che ha bloccato alcuni decreti attuativi della riforma della pubblica amministrazione) la riforma delle partecipate, voluta dal ministro Marianna Madia e avviata col decreto legislativo 175/2016, sta iniziando a produrre i primi effetti anche a Sassuolo. Il Comune è intervenuto modificando lo statuto della sua società patrimoniale, ovvero Sgp. Il consiglio comunale, infatti, nella sua ultima seduta prima della fine dell’anno ha approvato la modifica dello statuto di Sgp, in gran parte imposta proprio dal nuovo testo unico sulle partecipate pubbliche.
Oltre alle modifiche imposte dalla legge (da effettuarsi tassativamente entro fine anno) l’amministrazione ha anche deciso di apportare alcuni ulteriori rimaneggiamenti al documento che regola il funzionamento della società in house.
Decisioni più “politiche” che riguardando due aspetti molto sentiti e che in passato sono stati al centro di agguerrite battaglie.
In primis si è deciso di rendere obbligatoria la presentazione di un bilancio semestrale della società, che, come noto, versa in una difficilissima condizione debitoria ed è da alcuni mesi sottoposta a concordato in continuità.
L’altra modifica riguarda invece l’eliminazione della possibilità per l’amministratore unico di contrarre liberamente mutui inferiori a 1 milione di euro. Con l’approvazione del nuovo statuto, dunque, diventerà necessario sempre il passaggio dal consiglio comunale, garantendo così un maggior controllo del socio (il Comune) sulle spese e sull’indebitamento della Srl a capitale interamente pubblico.
«Insieme alle modifiche imposte dalla legge - ha spiegato il dirigente Claudio Temperanza – si è deciso di intervenire per sgrossare e rivedere alcune parti dello statuto, che risentono del tempo (Sgp è stata costituita nel 2005) dato che la modifica, anche per ragioni di costi e adempimenti amministrativi, è un’operazione che non si fa di frequente».
La modifica è stata votata favorevolmente dalla maggioranza mentre le opposizioni si sono astenute pur accogliendo in maniera tutto sommato positiva le novità.
«Sono d’accordo con le modifiche – ha spiegato l’ex sindaco Caselli - ma è sbagliato, come ha invece detto il sindaco, ridurre tutto ad un adempimento di legge. In parte lo è ma in parte ci sono scelte discrezionali, non politiche ma tecniche, dettate dai dirigenti e legate a pronunce della Corte dei Conti».
Tra le modifiche obbligatorie per legge l’inserimento nell’oggetto sociale dell’obbligo di effettuare almeno l’80% del fatturato nello svolgimento dei compiti affidati dall’ente pubblico socio e il divieto di istituire retroattivamente gettoni o premi di risultato.
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