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Seimila modenesi a letto per Natale

di Stefano Luppi
Seimila modenesi a letto per Natale

Il dottor Casaletti: «I casi in provincia sono il doppio rispetto alla media nazionale: qui il virus è in anticipo e più potente»

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MODENA. Con l’arrivo del Natale entriamo nel picco dell'influenza che quest'anno si è presentata con un mese di anticipo rispetto all'anno scorso e pure un po’ più intensa.

Lo dice l’azienda sanitaria locale, secondo la quale i modenesi a letto con tosse, raffreddore e febbre attualmente sono almeno 3500 mentre in tutta la provincia salita a circa 6mila influenzati.

«Alla fine della stagione - spiega il dottor Giovanni Casaletti, direttore del servizio Igiene pubblica dell'Ausl - saranno molti di più i malati di influenza rispetto allo scorso inverno anche perché l'Emilia Romagna, il Piemonte, le Marche, la Campania sono le regioni dove il virus è più potente».

Qual è la situazione dottore?

«Abbiamo elaborato i dati forniti dal Servizio sanitario nazionale elaborati poi grazie alla assistenza dei medici di base che ovviamente sono sul campo. L'influenza è in anticipo rispetto all'anno scorso quando il suo picco si registrò a febbraio-marzo mentre ora siamo raggiungendo il momento iniziale di maggior diffusione. E alla fine della stagione avremo più casi di influenza a Modena».

Come viene calcolato il numero degli influenzati?

«Abbiamo i dati dell'incidenza, ossia dei nuovi casi, nella settimana dal 12 al 18 dicembre: a livello nazionale abbiamo 4,25 casi di influenzati ogni mille abitanti, numero che nella nostra regione sale a quasi il doppio, 7,65 per mille abitanti. In questo modo a livello nazionale abbiamo 260mila casi, in Emilia Romagna circa 19mila casi e nel Modenese poco meno di 6mila influenzati».

Chi viene maggiormente colpito dalla influenza?

«Gli effetti del virus, che mediamente durano una settimana anche se poi un po’ di stanchezza rimane anche più a lungo, riguarda soprattutto bambini e anziani. Per i primi non ci sono particolari problemi, per i meno giovani può esserci il riacutizzarsi di altre patologie croniche».

Partiamo dai bambini, cosa deve fare una mamma se il figlio si ammala?

«Di solito il bimbo inizia ad ammalarsi attraverso sintomi premonitori come la febbre e occorre tenerlo da subito in casa al caldo. Questo perché non essendoci antibiotici, ma cure sintomatiche, si guarisce più in fretta. Ma anche perché così si tutelano i compagni di classe o di lavoro, visto che non vale solo per i più piccoli questo discorso ovviamente».

Il virus si diffonde molto in fretta?

«Sì, soprattutto attraverso gli starnuti e i colpi di tosse che liberano nell'aria il virus da parte di chi è già ammalato. Per questo è meglio avere sempre dei fazzoletti di carta, occorre lavarsi spesso le mani e soprattutto cambiare l'aria dentro le stanze aprendo le finestre per qualche minuto».

Veniamo alla popolazione anziana.

«Per loro l'invito è assolutamente quello di vaccinarsi tenuto anche conto che per gli over 65 è gratuito farlo. Anche qui è utile lavarsi le mani spesso è una azione dimostrata scientificamente di minor diffusione del virus. Il vaccino, inoltre, non garantisce al 100% di non ammalarsi, ma riduce notevolmente la possibilità della influenza che in ogni caso avrà un percorso più blando».

Per la mezza età dai 40 ai 60 anni invece?

«Utile vaccinarsi per chi ha malattie croniche che si possono accompagnare alla inefficienza del sistema immunitario perché il virus aggrava patologie di base come quelle cardiopatiche, polmonari, diabetiche. Consiglio il vaccino anche agli adulti che seguono da vicino gli anziani e anche alle donne in stato interessante per la saluto del loro piccolo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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