Gazzetta di Modena

Modena

Viaggio nella villa di Ciro Menotti che sta crollando a Fiorano

Gabriele Farina
Viaggio nella villa di Ciro Menotti che sta crollando a Fiorano

L'abitazione del patriota è anche occupata da abusivi. Esposto per obbligare i proprietari al recupero

2 MINUTI DI LETTURA





FIORANO. Coperte e materassi abbandonati (segno di abusivi), finestre a terra, macerie dappertutto. Le immagini di villa Menotti sono eloquenti. L’abitazione estiva del patriota Ciro Menotti e della moglie spezzanese Francesca Moreali si trova in uno stato di degrado e pericolo.

“Pericolo di crollo” si legge in una delle porte dello storico edificio. «Il sindaco deve intimare al proprietario il recupero della villa - ha domandato Sabina Piccinini (anche consigliere comunale di San Cesario) - perché dovrebbe transennarla e metterla in sicurezza. Se succede qualcosa voglio sapere di chi è la responsabilità. Il sindaco può imporre un’ordinanza: è un edificio pericolante!».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.14617658:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2016/12/24/fotogalleria/nella-casa-abbandonata-di-ciro-menotti-1.14617658]]

Il 28 novembre Piccinini ha presentato un esposto alla Soprintendenza. «Il timore che la villa crolli - ha scritto la donna - ben prima che l’accordo e la sua operatività siano effettivi». L’accordo appare nella delibera di Giunta del 21 luglio 2016. Oltre al recupero dell’edificio storico, c’è l’acquisizione al patrimonio pubblico di una struttura socio-sanitaria (Hospice) di circa 15mila metri quadri. Sette giorni dopo il passaggio in Consiglio comunale, in cui spunta il nome della Casa Sana srl, la proprietaria del luogo. Quattro mesi esatti dopo, Piccinini ha scritto alla Soprintendenza.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.14617681:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/le-telecamere-nella-villa-di-ciro-menotti/69242/69769]]

«I proprietari - ha aggiunto - sono tenuti a garantirne la conservazione». Il 30 novembre la ricevuta di ritorno dall’ente, «poi più niente». L’associazione San Rocco e il Comitato contro il consumo di territorio hanno già criticato il degrado decennale dell’area. Da Milano giunge un esempio virtuoso. Nel Regolamento edilizio è imposto l’intervento diretto del Comune dopo cinque anni di abbandono e novanta giorni dalla diffida ai proprietari. «Il proprietario è obbligato a recuperarla - sottolinea Piccinini, confidando nel sì della Soprintendenza - indipendentemente da qualsiasi accordo con il Comune».

«Auspichiamo che possa essere recuperata - ha risposto il sindaco Francesco Tosi - abbiamo preso contatto con la proprietà per vedere se è possibile trovare le condizioni. La proprietà ha anche il terreno antistante (quello in cui dovrebbe nascere l’Hospice). È in atto un’operazione urbanistica che prevede anche una costruzione poco invasiva di villettine, ammesso che tutti coloro che sono chiamati a dare un parere siano favorevoli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google