Camping, il Comune deve pagare
Lama. Il consulente del Tribunale rileva un danno di 172mila euro per l’ex gestore
LAMA MOCOGNO. Il vecchio gestore del Camping Valverde ha subito un danno da 172mila euro per inadempienze del Comune di Lama Mocogno. A dirlo non è lui, ma il consulente tecnico d’ufficio (ctu) nominato dal Tribunale di Modena nel contenzioso civile che si è aperto a fine 2015 con l’uscita di scena di Cinzia Maffei dopo cinque anni. Un passo volontario legato alle criticità e alle “sorprese” riscontrate nella struttura, che portarono a un braccio di ferro: la Maffei smise di pagare l’affitto e la tassa rifiuti, finché il Comune non avesse provveduto a regolarizzare l’area. Poi nel novembre 2015 la rottura definitiva. Da allora il camping non ha più avuto un gestore stabile: è in scadenza domani un nuovo bando per l’affidamento di sei anni, dopo comunque che il Comune ha eseguito diversi lavori. Ma prima che venissero fatti la Maffei, con il suo avvocato civilista Sonia Bartolini di Pavullo, si è rivolta al Tribunale, che ha attivato una procedura di accertamento tecnico preventivo d’urgenza. Mossa fatta per evitare una modifica dello stato dei luoghi. Sul quadro “congelato” è stata quindi guerra di perizie tra l’ex gestore e il Comune, ma quella terza del Tribunale (affidata a Renato Gasparini) ha confermato parecchi rilievi mossi dalla Maffei, e di peso. Il perito ha sottolineato, tra l’altro, che nelle unità abitative mobili ormai diventate fisse «non sono state riscontrate tracce di fognature adatte al ricevimento e conseguente smaltimento delle acque nere», cosa obbligatoria. Che sono stati trovati «tubi per allacciamenti idraulici non autorizzati», i quali «prefigurano il furto». E irregolarità anche sul fronte elettrico, per la presenza di impianti autocostruiti che «non sono certificati e sono molto pericolosi, a rischio incendio». Poi il lato idrogeologico, perché «tutto il versante, ad eccezione della fase rocciosa di crinale, è classificato come esposto al dissesto e dissestato». In tutto questo il Comune ha le sue colpe, perché «non c’è stata da parte dell’amministrazione quella necessaria attenzione e prontezza nell’affrontare i problemi al momento in cui venivano segnalati». Problemi che hanno sconvolto il quadro economico su cui il gestore aveva pianificato l’attività, dovendo fronteggiare tra l’altro maxi bollette per il prelievo extra di acqua e anche una “sorpresa” sulla tassa rifiuti, passata dai 3.200 euro indicati nel bando alla bellezza di 16.200.
Da qui la stima di un danno di 172mila euro per il gestore, molto di più dei suoi arretrati: «Mi fa piacere che il ctu abbia riconosciuto la mia buona fede e le mie ragioni - sottolinea Cinzia Maffei - adesso è mia intenzione proseguire per ottenere il rimborso quantificato». «L’esito di questa procedura ci riempie di soddisfazione - nota l’avvocato Sonia Bartolini - da parte nostra confidiamo ora di trovare nel Comune la disponibilità a un approccio che possa evitare ulteriori giudizi». Altrimenti sarà causa-bis.
Daniele Montanari
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