Gazzetta di Modena

Modena

Natale, a Fanano e Montefiorino un’atmosfera magica

di Daniele Montanari
Natale, a Fanano e Montefiorino un’atmosfera magica

Le strade dei paesi si sono animate con centinaia di figuranti per la rappresentazione della Natività in abiti del tempo

2 MINUTI DI LETTURA





Doppietta di Presepi viventi in questo Natale 2016 in Appennino, con due appuntamenti biennali di profilo diverso ma entrambi molto sentiti. Il primo è andato in scena la sera del 23 dicembre a Montefiorino, nel suggestivo scenario della Rocca medievale e del suo parco. Un presepe fatto di “quadri fissi” con figuranti immobili lungo tutto il percorso. Sei i momenti salienti, che hanno coinvolto capoluogo e frazioni. Dall’annunciazione sotto le mura della Rocca (Farneta) al censimento (Gusciola) e il mercato (Rubbiano) allestito al suo interno, poi i pastori nel parco a ricevere l’annuncio dell’angelo (Casola e Vitriola) fino alla grande capanna della Natività (Montefiorino) con il tributo dei Re Magi. A fare da cornice, le classiche melodie natalizie e le letture preparate dal parroco don Filippo Serafini. Poi tutti all’osteria allestita nell’ex scuola dal gruppo escursionistico, per mangiare caldarroste e dolci, brindare col vin brulè e farsi gli auguri. Tutto aiutato da una notte particolarmente mite. «Il bello del presepe - ha sottolineato Laura Zona, che da anni ne segue l’organizzazione - è che in tutte le sue fasi crea un grande momento di condivisione. E alla fine tutti sono felici». «È un’iniziativa fatta assieme all’Unità pastorale - ha ricordato il sindaco Maurizio Paladini - a cui diamo il supporto necessario per dare vita a un momento così significativo per la nostra comunità».

A Fanano, la Vigilia di Natale, quarta edizione del Presepe che con la mobilitazione di oltre 200 figuranti ha fatto fare un grande salto indietro nel tempo al cuore antico del paese, comprendendo “I Borghi" rimasti inalterati da secoli e la zona delle ville attorno le vie Badiola e Abà (le antiche mura), grazie a famiglie che hanno messo a disposizione cantine, giardini e scorci unici accessibili al pubblico solo per quest’occasione. In scena, gli antichi mestieri: falegname, carraio, scalpellino, bigonciaio, battitori, calzolai, norcini, artigiani della terracotta e molto altro, compresi i simpaticissimi bimbi della scuola di una volta (sotto lo sguardo vigile della maestra Barbara Bonacorsi) e il singolare “dormiente” in camera Franco Serafini. Verso le 22, tutti hanno reso omaggio alla capanna della Natività, sul retro della chiesa di San Silvestro, dove come da tradizione Giuseppe e Maria hanno concluso il loro peregrinare invano alla ricerca di un ricovero. Tra i figuranti, anche il sindaco Stefano Muzzarelli, molto soddisfatto della prova di comunità: «Quest’anno i volontari si sono superati - ha commentato - facendo un lavoro superlativo con l’inserimento di più mestieri all’interno di ambientazioni bellissime, curate in ogni dettaglio. Un ringraziamento importante a tutte queste persone che hanno lavorato tanto, e gratuitamente, per il proprio paese. Adesso aspettiamo tutti per la replica del 5 gennaio, dalle 18. Magari con qualche sorpresa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google