Assalto in villa a San Felice, rapinata un’anziana
San Felice. Due banditi smontano la porta, ma vengono scoperti: bloccano la 71enne e si fanno aprire la cassaforte
SAN FELICE. Comprensibilmente scossa e chiusa nel più stretto riserbo per il trauma subito. Luciana Malavolta ha 71 anni e vive da sola nella sua abitazione di via Villa Gardè, nelle campagne tra Rivara e San Felice. Lunedì, nel cuore della notte, è stata improvvisamente svegliata dal sonno da due balordi incappucciati che, dopo essersi introdotti in casa, le hanno chiesto con insistenza di aprire la cassaforte, fuggendo poi con un bottino di 2mila euro.
È il preoccupante bilancio dell’ultima rapina messa a segno nella Bassa seminando paura ed insicurezza tra i cittadini. All’anziana signora, molto conosciuta a Rivara in quanto vedova dello storico fornaio Longhi, non è stata usata violenza da parte dei due banditi con cui si è ritrovata faccia a faccia, anche se lo spavento è stato tanto. A dir poco sconcertante, è poi la modalità d’effrazione che hanno utilizzato per irromperle in casa. La porta d’ingresso, infatti, è stata completamente smontata. E il trambusto compiuto dai rapinatori deve aver svegliato l’anziana vedova che, insospettita, si è alzata per andare a vedere ciò che stava succedendo.
Così Luciana si è ritrovata davanti agli occhi l’incubo peggiore: due banditi a volto coperto che le hanno immediatamente intimato di aprire la cassaforte. La donna non ha potuto far altro che consegnare loro il denaro custodito e che fino a quel momento considerava al sicuro. Dopo di che i malviventi si sono dati alla fuga, raggiungendo con ogni probabilità il terzo complice che faceva da palo all’esterno dell’abitazione, lasciando Luciana Malavolta letteralmente sconvolta e in preda al panico.
Ieri, per tranquillizzarla e aiutarla a superare la terribile esperienza vissuta, si sono stretti intorno a lei i suoi familiari, scegliendo di non commentare l’accaduto: «Non abbiamo nulla da dire, ne abbiamo già avuto abbastanza», hanno chiosato.
La rapina, però, non è che l’ultima di una lunga lista. A metà agosto, infatti, in via Scala a Rivara, poco distante dall’abitazione della 71enne, tre balordi incappucciati rapinarono brutalmente un’altra anziana vedova: l’84enne Lidia Puviani. Di una rapina analoga, quantomeno nei modi, è stato vittima don Valter Tardini, parroco di Camposanto, svegliato nel cuore della notte e derubato dei soldi delle cresime da tre estranei. Era la metà di dicembre. E tre, erano invece i banditi che hanno pestato a sangue il proprietario del bar Castello di San Felice, sotto casa sua, fuggendo con 8mila euro di bottino, appena la settimana scorsa. Tutti episodi violenti, non certo ordinari come invece catalogati dal capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli nel corso della sua ultima visita nella Bassa.
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