E in San Francesco un assedio costante di nomadi e sbandati
Il sacrestano è intervenuto per bloccare alcuni vagabondi Bevono e interrompono le Messe. «E ora i tossicomani»
«Ho saputo di quella donna: gli altri amici e in particolare quello che era con lei sino all’ultimo momento me lo hanno raccontato subito. Mi dispiace, non era una persona di quelle moleste, di quelle che danno problemi alla gente che passa o che occupano i marciapiedi, o che fanno confusione. Era chiusa nel suo alcol, si vedeva che non c’era del tutto con la testa a causa delle troppe bevute, ma non ha mai dato fastidio».
Il sacrestano della parrocchia di San Francesco conosce a fondo quella variopinta comunità che cinge la zona della chiesa in centro storico. Più volte è dovuto intervenire, ricorrere anche alle maniere forti contro chi, ubriaco, si è persino intrufolato in chiesa durante la funzione.
«Sì, mi sono precipitato - racconta - perchè è entrato durante la Messa, si è messo a inveire, a tirare il suo cappello contro al gente seduta ai banchi. L’ho preso e l’ho portato fuori e sono riuscito ad allontanarlo. Fra l’altro lui reagiva e picchiava. Ho dovuto usare le maniere forti».
«Quelli che stazionano nelle prime panchine, quelle proprio davanti all’ingresso della chiesa, sono il vero problema - aggiunge il sacrestano - Si tratta di nomadi, un gruppetto, quasi sempre gli stessi. Il problema è che bevono e danno fastidio soprattutto agli anziani che passano e anche alle ragazzine sia in strada che quelle che vogliono entrare in chiesa».
Anche al vicino seminario confermano: «È come un assedio, quel gruppetto è quello che crea problemi. Poi abbiamo i mendicanti che , come accade in tutte le parrocchie, vengono perchè sono bisognosi. Questi non creano grandi problemi, certo che ce ne sono parecchi».
Sull panchine nella piazzola dove ora c’è la giostra e dove è installata l’area ecologica di Hera, vi è un altro gruppo di affezionati frequentatori. È tra quelle panchine che capitava la 41enne poi trovata deceduta nelle vicinanze, è lì che aveva passato un po’ di tempo il pomeriggio del giorno di Santo Stefano.
«Sono persone dell’Est, che vivono qui vicino. Ci sono russi, rumeni, moldavi... un po’ di tutto. Persone normalissime - dice il sacrestano - gente che lavora e anche qualcuno che beve, che vive di espedienti, ma non propriamente mendicanti. Questi spesso vanno in piazzale Risorgimento, tra i cespugli, dove ci sono le panchine, così stanno lì a bere senza dare nell’occhio. Poi vengono qui, a mezzogiorno oppure alla sera. Spesso ci sono anche mendicanti, ma quelli arrivano il sabato e alla domenica, quando ci sono le funzioni e arrivano i fedeli».
«Purtroppo oltre ai disagi creati dal grippo di nomadi - conclude il sacrestano della parrocchia di San Francesco - c’è ora la presenza anche di tossicodipendenti. Da un po’ di tempo a questa pare vicino alla fontana trovo degli involucri di plastica e delle siringhe usate. È una zona buia, non c’è un grande passaggio e di sera insomma c’è un po’di tutto».
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