«Era assistita, poi andò a fare la badante»
In questi giorni la situazione sembra sotto controllo: in stazione tre persone dormono nel sottopasso
Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, appresa la notizia della scomparsa della giovane donna, ha voluto esprimere, a nome di tutta l’amministrazione comunale, cordoglio per questa morte triste.
«Grande dolore per una vita interrotta così precocemente - ha affermato il sindaco - Attendiamo riscontri dell'autopsia per capire quali sono esattamente le cause della morte. Per lei erano stati attivati più percorsi, l'ultimo dei quali è stato interrotto precocemente per volontà della stessa signora che aveva comunicato di avere trovato lavoro fuori Modena».
Ana infatti, dopo essere stato sottoposta ad un intervento chirurgico all’ospedale di Carpi, aveva trovato un alloggio e un sostegno, grazie ai servizi sociali modenesi. per lei si erano aperte le porte di una comunità, una struttura residenziale famigliare, dove a detta di tutti lei si era inserita e dove si trovava bene. Poi, in estate, l’abbandono, pare per andare a fare la badante (almeno così lei aveva detto giustificando il suo allontanamento volontario) dapprima a Mirandola e poi nel Bolognese.
Anche se, come abbiamo visto, la città di Modena era il suo richiamo profondo, qui aveva vissuto con il suo uomo sino alla scomparsa di questo e qui aveva iniziato a precipitare nella depressione annaffiata da parecchio alcol. La giovane donna non risultava nelle “liste” dei clochard modenesi, ovvero negli elenchi delle persone che, notte dopo notte, da quando è iniziata l’emergenza freddo e si è conseguentemente attivato il piano di accoglienza invernale predisposto da Comune, Diocesi e associazioni di volontariato e di soccorso, vengono aiutate dalle unità di strada. I volontari infatti ogni notte “famigliarizzano” con i senzatetto, conoscono nel tempo storie e “personalità”, sanno dove vanno e dove si possono spostare.
Lei, la 41enne ucraina, né in questi giorni né in quelli di un recente passato, non era stata trovata a dormire in strada , nè nel parco, né nel sottopassaggio della stazione dei treni e non era stata ospitata, a quanto pare, nemmeno a Porta Aperta. In questi giorni di festa non sono tanti i clochard che dormono all’addiaccio: per Natale e Santo Stefano il sottopasso della stazione ha ospitato solo tre senzatetto, due uomini e una donna.
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