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Modena

«Per la festa in piazza impegnati più agenti: sicurezza garantita»

di Gabriele Farina
«Per la festa in piazza impegnati più agenti: sicurezza garantita»

Presentato il programma della serata “Picchio Rosso” con musica e ricordi. Il sindaco Muzzarelli non blinda la città

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Roma, Rossi, Rosso. Lo spettacolo di Capodanno si terrà in piazza Roma, nel segno del celebre Vasco di Zocca (e di suo figlio) e di uno storico locale (il Picchio Rosso) nato quarant’anni fa. Nel 1977 iniziò la carriera il Blasco e il primo a celebrare la ricorrenza sarà il figlio Lorenzo. Il conduttore radiofonico lancerà sia il tradizionale conto alla rovescia sia brani del padre. Tra essi, Colpa d’Alfredo, strizzatina d’occhio con il “Modena Park” del testo al concerto previsto sette mesi dopo al Parco Ferrari. La canzone è del 1980 e non sarà un pesce fuor d’acqua. Dalle 21.15 in poi, infatti, i tanti dj che s’alterneranno sul palco passeranno note degli anni ’70, ’80 e ’90. Ognuno di loro avrà venti minuti prima di passare la consolle. Tra gli ospiti, due donne: Simona G. (l’unica dj degli anni ’90) e Ya Ya Deejay, colei che ha aperto il concerto di Vasco a Roma. Invitati anche i Last, artisti modenesi che hanno aperto il concerto di Ligabue a Monza. «Non è un revival da vecchi nostalgici dinosauri - ha anticipato Antoine - né una serata per fare concorrenza a qualcuno; è un momento in cui tutti i dj sono stati invitati e si cercherà di far passare a chi è in bolletta un po’ di tempo per vedere cosa facevano vecchi babbioni». Antonio Nanni ha trovato il successo nello storico locale formiginese. Ha conosciuto il cambio della sigla iniziale (da Elton John ai Renaissance), sempre alle 21.15. Ha più aneddoti da raccontare che dischi. Come il concerto di Donna Summer salvato con una bottiglia di champagne. «La prima volta che Vasco mi telefonò - ha ricordato Antoine - ricordo che mi disse “Ciao, vecchio porco! Ti devo dire una cosa”. Andammo in un locale vicino al Picchio Rosso e mi disse “Penso di aver fatto gol” (sarebbe nato Lorenzo)».

«Al Picchio Rosso ai tempi riuscimmo a raggiungere uno stato di felicità - ha ripreso Mauro Marchi, direttore del locale e organizzatore dell’evento - nonostante il periodo di terrorismo». Un clima tornato in questi anni, seppure con caratteristiche tutte diverse. «Stiamo lavorando per una serata in totale sicurezza - ha ripreso il sindaco Gian Carlo Muzzarelli - rafforzando le presenze in divisa e non in divisa. Ci saranno controlli senza forzature». Per gli organizzatori non deve sembrare forzato l’accostamento di classici del passato con i giovani di oggi. «Oggi bisogna fare qualcosa per loro - ha aggiunto Mario Boni, fondatore del locale - noi abbiamo chiuso perché c’è una carenza enorme di locali per divertimento. Se non diamo strumenti ai ragazzi contro l’alcol e la droga aumentano gli alcolisti e i drogati».

«Le ordinanze sull’alcol ci sono - ha risposto il sindaco - ma all’ultimo dell’anno si fa un po’ di fatica. Speriamo sempre nel buon senso». Il primo cittadino non frequentava molto il locale («passavo dal collegio al lavoro»), ma lo conosceva. «Al Picchio Rosso sono passati amori, passioni, incazzature - ha replicato Muzzarelli - di tutto di più».

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