Sposi in “luna di miele” nella loro baracca
La storia di Luigi e Anna. Ospitarono Salvini. Nozze dopo 40 anni di convivenza. «Ma qui è dura...»
NOVI. La luna di miele l’hanno passata nella loro baracca, sposi all’età di 70 anni per celebrare una convivenza che di anni ne ha 40, dopo aver cresciuto in tutto 9 figli, tutti terremotati come loro. La storia di Luigi e Anna parla di un nuovo Capodanno nel map dove vivono con uno dei loro ragazzi. Un map che curano e accudiscono come una vera casa. In attesa di una casa vera.
«Voglio essere sincera – confessa Anna - un appartamento ce lo avevano offerto anche da ultimo. Ma rinchiuderci al quarto piano di un edificio, senza terrazze, per noi oggi è come andare in una prigione, dopo che la testa è prigioniera di un trauma che è cresciuto e non ti molla mai. Perché la vita nei map ti logora dentro. E se devo sentirmi in gabbia, se devo andare dove mi sentirei anche peggio, allora preferisco rinunciare».
A riavvolgere il nastro delle vite che vogliono vivere, scopri così che Anna e Luigi il 10 dicembre si sono sposati in municipio a Novi, consolidando la loro storia. «Vedi - dice mostrando le foto - ho messo il vestito rosso, perché ormai eravamo sotto Natale. Ci ha sposato il sindaco, è stata l’unica volta che l’abbiamo vista in tutto questo tempo…».
Riavvolgendo ancora il nastro della vita da map, c’è la visita importante e “destabilizzante” che questa coppia di padani acquisiti, originari della Campania, aveva ricevuto un paio di anni fa.
«Quando Salvini della Lega è venuto a Rovereto l’hanno portato qui. Gli abbiamo mostrato le bollette della luce che non riuscivamo a pagare. Io ho fatto la casalinga, Luigi è in pensione, prende 700 euro al mese, e abbiamo tanti debiti per i sacrifici fatti, per aver voluto sistemare prima i nostri figli».
È passato tanto tempo, l’avvento mediatico e pungente di Salvini scatenò solo risentite reazioni e ostracismi, né li ha estirpati da quella baracca pulita e ordinata.
«Ma almeno le bollette dell’Enel sono calate, oggi riusciamo a pagarle. E a noi la luce non l’hanno tagliata», dice Anna, mostrando le ricevute, dalle quali risultano i 500 euro bimestrali e il regolare saldo dei pagamenti.
«Al punto che capita che diamo una mano, quel nulla che si può fare, agli altri abitanti di queste parti…».
Prima ancora, riavvolgendo ancora, scopri i racconti di un contenzioso sul mutuo della casa terremotata, una ferita aperta, un groviglio di incertezze tra diritto e buon senso che pesa come un macigno sul futuro di questa famiglia.
Già, il futuro… (ase)
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