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Il Comune sul camping: «Andremo in Tribunale»

Il Comune sul camping: «Andremo in Tribunale»

LAMA MOCOGNO. Fa le sue puntualizzazioni il Comune di Lama sulla vicenda del Camping Valverde, convinto delle proprie ragioni. I fatti sono noti: a fine 2015 Cinzia Maffei, che da anni si occupava...

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LAMA MOCOGNO. Fa le sue puntualizzazioni il Comune di Lama sulla vicenda del Camping Valverde, convinto delle proprie ragioni. I fatti sono noti: a fine 2015 Cinzia Maffei, che da anni si occupava della struttura, è entrata in lite col Comune. Si è rivolta all’avvocato civilista Sonia Bartolini di Pavullo, che ha attivato in Tribunale una procedura di accertamento tecnico preventivo d’urgenza sull’area per documentare presunte inadempienze da parte del Comune. È stata guerra di perizie tra le due parti, ma anche il Tribunale si è mosso con un proprio consulente che ha documentato un danno da 172mila euro per la Maffei. Soldi che però il Comune non ha nessuna intenzione di corrispondere, ricordando innanzitutto gli arretrati della Maffei, sia sull’affitto che sulla tassa rifiuti: «I pagamenti - nota il sindaco Fabio Canovi - sono stati sospesi perché al gestore conveniva non pagare, e non per altro. Ciò è dimostrato dalle sue richieste di rateizzazione, accordate dal Comune e poi revocate per inadempimento. Nel 2015 non c’è stata alcuna “rottura”: molto più semplicemente, il gestore è stato sfrattato per morosità ed è stata attivata la procedura per la riscossione coattiva». In linea generale si ritiene «che il gestore cerchi di attribuire al Comune l’inadempimento di obblighi che in realtà erano suoi». Per parte propria, il Comune precisa di «non aver mai falsificato alcun dato né nascosto informazioni», dicendo che «il camping è a norma e lo è sempre stato». Le condizioni erano state opportunamente esaminate dalla Maffei prima della presa in carico: «In fase di gara - ricorda il sindaco - il futuro gestore dichiarò espressamente di aver visionato la struttura e di averne riscontrato la piena idoneità», tanto che l’offerta presentata fu del 30% superiore all’importo di base, evidentemente a fronte di una valutazione generale positiva, tale da meritare l’investimento. Però col passare del tempo le cose non sono andate bene nella fruizione quotidiana: «Chissà perché, ma durante la passata gestione un buon numero di utenti ha abbandonato, dopo anni, il nostro campeggio» puntualizza il sindaco, ricordando che la stima danni da 172mila euro è solo una valutazione di un tecnico, non una sentenza: «Non c’è alcuna condanna per danni a carico del Comune - rimarca - chi dice cose diverse racconta delle menzogne». E a questo punto ormai la causa sembra inevitabile: «Siamo ansiosi di essere chiamati in giudizio - chiosa Canovi - così chiederemo noi i danni per la pessima gestione. L’avvocato Bartolini può abbandonare da subito l’idea di un approccio con il Comune che eviti il contenzioso. Il resto sono chiacchiere».

Daniele Montanari

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