La Partita della Stella la vince... Modena
Grande successo per la gara di solidarietà a favore del Charitas Baby Hospital di Betlemme. Show di Paltrinieri e Tomba
MODENA. «La Partita della Stella permette a tante vite di poter sorridere ancora». Erano le 21.21 di ieri quando suor Donatella Lessio ha dato il calcio d’inizio all’iniziativa del PalaPanini. Una manifestazione a ingresso libero, il cui incasso è stato dedicato al Caritas Baby Hospital di Betlemme.
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È l’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania è la suora ne è responsabile della formazione. «In terra palestinese c’è ancora un conflitto in atto - ha ricordato la donna, grande appassionata di pallone - e quindi lo sport è un’occasione per fare del bene. Poter vedere professionisti, atleti e campioni mi conferma ancora di più quanto lo sport possa lanciare ponti di solidarietà, di pace e giustizia: ne sono straconvinta. Ci credo, credeteci anche voi».
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C’erano circa millecinquecento persone a seguire la serata di sport con tante stelle olimpiche di sfondo. «Dovevo partecipare da alcuni anni - ha aggiunto Gregorio Paltrinieri - ma non avevo mai avuto la possibilità. È bello poter essere presente per una buona causa. Fare sport è importante per tutti: aiuta a distrarsi e a non pensare troppo alle cose personali. È giusto aiutare i bambini di Betlemme in qualsiasi modo». Il nuotatore carpigiano ha salutato il 2016 con un oro olimpico nei 1.500 metri stile libero. «Devo lavorare ancora un po’ su tutto - ha ripreso l’atleta - perché voglio migliorare in tanti aspetti. Nel 2017 ci saranno anche i Mondiali in vasca lunga: è un appuntamento molto importante per me. Ci sono tanti allenamenti e chilometri da fare, spero di arrivare nelle migliori condizioni a luglio». Chi ha finito le gare di sci, ma ha voluto esserci è Alberto Tomba.
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«Mi sembra il minimo sotto Natale - s’è sminuito il più volte campione olimpico - anche perché faccio le sorprese di solito. Sono anche vicino al “mio” Greg, con cui ci sentiamo spesso». La solidarietà non è ha una novità per la “Bomba”. «Sono dentro la Laureus Academy - ha aggiunto Tomba - per portare lo sport nei Paesi poveri. I tifosi sono i primi che ti vedono un mito, una star. Quarant’anni fa avevo i miei idoli».
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I due testimonial non sono rimasti a giocare, così come ha fatto Claudio Vandelli. «L’importante è esserci per bambini che hanno bisogno di aiuto - ha spiegato il ciclista modenese oro a Los Angeles 1984 - Sono padre di due figlie: soltanto al pensiero che non possano stare bene mi fa star male». Il discorso è stato ripreso da suor Donatella Lessio. «Il sistema sanitario palestinese è un po’ come quello americano - ha ribadito l’ospite - perché chi ha l’assicurazione accede alle cure, gli altri no. Noi invece accogliamo bambini dagli zero ai quattordici anni e permettiamo soprattutto ai bambini più poveri di venire curati. Al Caritas Baby Hospital non si chiedono soldi. La famiglia che ha la possibilità di contribuire dà, ma il 95% non paga e interviene la Provvidenza, la solidarietà di tanti amici».
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Amici come Eusebio Di Francesco, presente dalla prima edizione. «Tutti gli anni è bello esserci - ha assicurato il tecnico del Sassuolo - per poter aiutare persone bisognose». Come sarà il 2017 dei neroverdi? «Mi auguro non dico di ripetere i successi del 2016 - ha replicato l’allenatore della squadra, ammessa quest’anno per la prima volta in Europa League - ma di ripartire meglio di come non sia finito l’anno».
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Una conferma anche la presenza di Francesco Messori. «Per noi è un piacere partecipare - ha concluso il capitano della Nazionale italiana amputati - e anche i miei compagni hanno accettato volentieri l’invito. Sarebbe bello fare una partita a Betlemme, per quanto al momento non sia facile».
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