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Finale Emilia, indagato dipendente comunale assenteista

Finale Emilia, indagato dipendente comunale assenteista

Per mesi va puntuale in ufficio e torna subito a casa. «Assurdo, ho sempre fatto tutto il lavoro»

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FINALE. L’accusa, formulata dalla polizia municipale guidata dal comandante Fabio Ferioli, è una delle peggiori che si possa attribuire ad un dipendente comunale: andava puntuale al lavoro, timbrava e tornava a casa. Un po’ come quegli scandali che travolgono interi municipi, ma che a Finale vede indagato soltanto il messo comunale. Secondo le indagini, coordinate dal pubblico ministero Maria Angela Sighicelli, il 62enne era un’assenteista, pagato di fatto per non essere sul posto di lavoro. Una tesi che il dipendente respinge al mittente anche per bocca del suo avvocato difensore, il finalese Thomas Gianello: «Al mio assistito non viene certo contestato l’incapacità di svolgere il proprio mestiere, che invece veniva effettuato con puntualità e precisione». Di fronte al magistrato, però, il 62enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere: «Non conoscevamo neppure le accuse e le carte dell’indagine - aggiunge Gianello - Le stiamo analizzando in questi giorni per studiare una linea difensiva. Serve calma prima di gettare la croce su un dipendente comunale che per oltre trent’anni ha lavorato senza alcuna contestazione».

Il suo futuro, almeno da un punto di vista lavorativo, sarà deciso all’inizio dell’anno. Al momento è a casa, sospeso. Ma presto dovrà presentarsi davanti alla Commissione disciplinare per difendersi dalle accuse che gli vengono mosse. E in quel momento si entrerà nel merito della vicenda, analizzando le prove e le contestazioni finora raccolte.

Il lavoro della polizia municipale è iniziato ad agosto quando i primi sospetti si sono sostanziati in un’informativa alla Procura di Modena. Che ha dato mandato al comandante Ferioli e alla sua squadra - il 62enne dipendente gerarchicamente dal capo della municipale - di avviare una serie di pedinamenti, appostamenti e indagini sul campo necessarie a confermare i primi sospetti. L’inchiesta è durata fino alla fine di novembre quando al messo notificatore del Comune è stato inviato un avviso di garanzia in seguito alle prove che erano state raccolte e che lo immortalano nel tragitto casa-lavoro e ritorno, il tutto in orario di ufficio. Secondo quanto raccolto dalla municipale il 62enne non faceva altro: niente spesa né shopping come invece ci si è abituati a vedere in altri inchieste analoghe. Ma comunque gli viene contestato anche il danno erariale per lo stipendio incassato senza esserselo guadagnato: si parla di qualche migliaia di euro.

A metà dicembre e si è arrivati alla notifica di fine indagini anche se su quanto stesse accadendo in municipio in diversi erano informati, in primis l’amministrazione comunale. Ora toccherà alla Commissione disciplinare fare le valutazioni del caso e decidere, in tempi brevi, sul futuro dell’uomo, al quale mancano pochissimi anni per raggiungere l’età pensionabile. Per quanto riguarda il procedimento penale, invece, si dovrà attendere i tempi della giustizia italiana, ma da parte dell’avvocato Gianello c’è la convinzione di avere buone controdeduzioni da presentare al giudice che dovrà occuparsi della vicenda.

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