Le foto di Schmitt in mostra a Correggio
Raffigurano luoghi in cui Alejandro “Jano” Schmitt è vissuto e ha operato negli ultimi anni le fotografie esposte al Museo Il Correggio nel Palazzo dei Principi. Una sessantina di immagini...
Raffigurano luoghi in cui Alejandro “Jano” Schmitt è vissuto e ha operato negli ultimi anni le fotografie esposte al Museo Il Correggio nel Palazzo dei Principi. Una sessantina di immagini paesaggistiche, soprattutto di carattere naturalistico, dove il cinquantaseienne artista argentino non mira ad una fotografia di “pittorialismo”, ma ad una immagine semplice, in bianco e nero, senza manipolazioni o interventi che possano alterare la purezza di rappresentazione della realtà. Si impone l'assoluta naturalezza dell'immagine come senso e misura dei luoghi cari all a “Jano”, capaci di serbare il senso della luce in rapporto all'ombra, e quella sobrietà di toni che sono caratteristica ineludibile del fare buona fotografia.
Il modello conoscitivo si fonda sull'osservazione dei minimi particolari, perché l'immagine possa acquistare senso e misura del paesaggio, avvertito dal fotografo con sguardo affettivo, con la gioia di contemplazione. Un esercizio educato da diverse esperienze, dall'esercizio della pittura, da una sensibilità sottile che gli consente di vedere la realtà come rappresentazione nello spazio dell'anima attenta ai moti più segreti.
In questa mostra, realizzata dalla modenese Lorena Davolio Marani, l'esperienza artistica diventa esperienza di vita, in quanto la fotografia è testimonianza dell'esistenza dell'artista, facendo affiorare l'operosa fedeltà ad un linguaggio non sofisticato, ma trepido e assorto nel recepire la dolcezza e la serenità delle cose, di una natura ancora disponibile a dialogare con l'uomo. Schmitt rifiuta ogni ricercatezza per pervenire ad un'arte che inviti a scoprire le grazie segrete di luoghi in cui egli trova una comunione e stati di sublimazione di sé.
L'artista ha svolto l'attività di reporter in diverse località del mondo: Argentina e poi Nicaragua, El Salvador, Honduras, Guatemala, Mexico Belize e Panama. Successivamente a Rosario, Buenos Aires, Bariloche, Miami, Los Angeles, New York, San Josè in Costa Rica e Patagonia. Numerose mostre in Europa: Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera, e Spagna dove ora risiede e lavora, fino ad avvicinarsi a noi in Italia e precisamente a Roma, Milano, Siena, Pescara e, quindi Correggio.
La mostra resterà aperta fino al 15 gennaio, sabato e domenica 15.30 - 18.30, domenica e festivi 10 - 12.30, 15.30 - 18.30. Visite su prenotazione.
Michele Fuoco
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
