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Modena, cotechino e zampone superstar in Italia

Modena, cotechino e zampone superstar in Italia

Indagine Coldiretti, durante le festività natalizie e per Capodanno vengono consumati il 90% della produzione realizzata dalle ditte modenesi

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MODENA. Ostriche e caviale? Per carità, alla larga. Molto meglio lo zampone e il cotechino con il marchio Igp di Modena che vengono scelti per il cenone di Capodanno in maniera plebiscitaria.

Il trionfo sulle tavole del Belpaese del prodotto gastronomico modenese per eccellenza è certificato da un’analisi della Coldiretti che fornisce anche le cifre sull’evoluzione dei gusti degli italiani a tavola nella sera del 31 dicembre. Forte è la presenza del cotechino nel 72% delle tavole.

“Si stima che siano serviti - sottolinea la coldiretti - 6,5 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi. Durante le festività di fine anno vengono fatti sparire dalle tavole circa il 90% del totale della produzione nazionale che è in gran parte certificata come cotechino e zampone di Modena Igp, riconoscibili dal caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blu con stelline dell'unione europea. Si rileva anche una apprezzabile richiesta per cotechini e zamponi artigianali, magari acquistati direttamente dagli allevatori, in azienda, nei mercati o nelle botteghe di campagna amica, dove la componente di carne italiana è pari al cento per cento. Il rinnovato interesse per questi pregiati prodotti della salumeria Made in Italy è accompagnato la presenza delle lenticchie".

Più di tre italiani su quattro (78%) consumeranno in casa il cenone di fine anno mentre tra chi ha scelto di mangiare fuori, il 15% va al ristorante. Solo il 3% preferisce gli agriturismi mentre il 4% ha fatto scelte diverse.

E' questo il risultato finale di un rilevamento a campione della Coldiretti in vista del Capodanno per il quale si prevede che saranno destinati alla tavola "in media 80 euro a famiglia".

“Lo spumante - sottolinea la Coldiretti - si conferma come il prodotto immancabile per quasi nove italiani su dieci (89%) ma è sorprendentemente seguito a ruota dalle lenticchie presenti nell'88% dei menu che beneficiano delle tendenze salutistiche, della solidarietà con le aree terremotate dove vengono coltivate e forse anche perchè in un periodo di crisi sono chiamate a portar fortuna secondo antiche credenze”. Lontane le mode esterofile del passato con il 9% di italiani che si permettono le ostriche e l'8%, il caviale. Resiste il salmone presente nel 56% dei menu, ma forte è la presenza del pesce locale a partire da vongole e alici per le quali si assiste ad una vera riscossa sulle tavole.

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