«Rischio la vita ogni giorno ma lo faccio per amore»
Massimiliano Burani si è trasferito in Messico per stare accanto alla moglie «Ho aperto un ristorante. Qui c’è grande pericolo per una criminalità violenta»
Ha svolto tanti mestieri, in Italia, ma è in Messico che ha trovato il proprio destino. Massimiliano Burani, classe 1977, dal 2008 vive là. È l’amore che lo ha portato via dal suo Paese.Dopo aver lavorato in diverse aziende locali, Massimiliano ha reinventato la propria vita in un luogo affatto semplice da vivere, ma del quale è giunto ad apprezzare anche le forti contraddizioni.
«Ho incontrato Monica nel 2007, a Playa del Carmen durante una vacanza. Anche lei, originaria di Mérida, nello Yucatan, era in vacanza. Ci siamo innamorati subito. La decisione è stata immediata: a ottobre 2008 ci siamo sposati in Italia. Siamo poi subito partiti per Acapulco, dove abbiamo abitato per cinque anni. Dopodichè ci siamo trasferiti nel suo paese d’origine, dove viviamo tuttora. Sentivo il bisogno di un cambiamento».
Di cosa ti occupi in Messico?
«Ho aperto un ristorantino con possibilità di portare i cibi a casa. Cucina italiana, emiliana soprattutto. Infatti ho scelto “L’italiano” come nome per il mio locale. La gente del posto ha apprezzato molto la mia cucina. Ma ora ho un altro progetto: una pizzeria che, a richiesta offra anche altro. Il forno a legna l’ho già costruito con le mie mani.
Come ti trovi in un Paese tanto lontano e, per certi aspetti, differente dal tuo?
«Per uno straniero, specie Acapulco non è un luogo sicuro: mafia, estorsioni, criminalità diffusa. Lì si vive di restrizioni, a prescindere dal proprio status economico: anche se si è benestanti, non conviene farne troppo mostra, è troppo pericoloso. Amo dire che il Messico è bellissimo... nonostante i messicani. Un pensiero che condividono molte persone del posto. Per questi motivi, abbiamo poi preferito spostarci a Mérida, zona più tranquilla, anche se soggetta a un pesante classismo sociale: le categorie più deboli non godono di grandi diritti. Avverto, poi, un certo senso di inferiorità da parte dei miei concittadini: sono convinti di far parte di una parte di mondo povera e retrograda. Un concetto assolutamente sbagliato: un errore di percezione, a mio avviso».
Pensi di tornare in Italia stabilmente?
«L’Italia e Carpi mi mancano e piango ogni volta che torno. Mi mancano le quattro stagioni, la tangibilità della natura che muore e rinasce, i colori dell’autunno e della primavera, la nebbia. Posso dire che spero di rimanere sposato con mia moglie tutta la vita...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
