Soliera, il caso: Arresti domiciliari? Li può scontare tra palestra e amica
Un caso di giustizia che sta facendo discutere a Soliera Preso per traffico di droga, è “libero” di muoversi in paese
SOLIERA. Era stato arrestato poche settimane fa, all’esito di indagini delicate della Squadra mobile della Questura di Modena e della squadra di polizia giudiziaria della polizia municipale di Modena. Una operazione dipinta trionfalisticamente all’indomani della sua conclusione.
È che oggi ha i suoi sviluppi... Nel senso che il protagonista dell’arresto, Riccardo, 26 anni, non è in carcere, ma figura agli arresti domiciliari, dopo aver patteggiato 2 anni e 8 mesi. Figura, perchè la gente di Soliera lo vede in giro, lo vede in palestra, lo vede persino in compagnia della fidanzata.
Evasione? Confusione? No, “giustizia”. Tutto... regolare.
Nel senso che Riccardo figura effettivamente alla detenzione domiciliare, ma negli atti autorizzativi del tribunale, supportati dalle relative istanze, quest’uomo indagato di traffico di sostanze stupefacenti, sopreso con quasi due chili di droga di varia natura destinato al mercato di Modena e Sassuolo, può andare qua e là. Anche se figura “ristretto”. Gli è stato anzitutto concesso di uscire di casa alla mattina alle 7, per far rientro alla sera, alle 19. Motivo: poter portare avanti la sua attività professionale.
Non solo. Quando un genitore di un ragazzo solierese se lo è ritrovato davanti all’ingresso di una palestra cittadina, avrà voluto cercare di capire cosa stesse accadendo. E ha scoperto che invece legittimamente, perchè glielo ha concesso il giudice di Modena, il nostro presunto trafficante può anche recarsi nella stessa palestra che il figlio del genitore frequenta. Ne è nata una discussione in paese, tra opposte linee di pensiero. E così - pensa - è emerso pure che il nostro Riccardo nelle sue serate di libertà per la palestra può concedersi anche di frequentare la fidanzata.
C’è tuttavia di più. C’è chi sostiene che il nostro Riccardo abbia infatti anche titolo per frequentare l’università, dove qualcuno l’avrà pur visto.
Vuoi dire che, per festeggiare un anno importante, gli verrà anche concessa la partecipazione a qualche Cenone di Santo Stefano?
Intanto è certo che così il “chimico” - come era stato soprannominato nell’inchiesta- sta “scontando” la pena. E che pena...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
