Almanacco 2016/ Febbraio: Una maestra d’asilo finisce sotto accusa
Abuso dei mezzi di correzione l’insegnante deve lasciare la scuola
PAVULLO. Era il 2 febbraio 2016 quando uscì la notizia riguardante la maestra dell’asilo ”Mariele Ventre” di Pavullo, Manuela Giacomozzi, incastrata dalle telecamere nascoste mentre maltrattava dei bambini della scuola. Le telecamere hanno ripreso la maestra alle prese con, secondo le indagini del pm Marco Imperato, maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti dei piccoli nell’orario scolastico. Schiaffi, spintoni e insulti: «sei brutta», «stordita», «li mortacci vostri», «hai finito di ridere», «ti do una microfonata in faccia». Una vicenda portata alla luce da alcuni genitori che furono i primi ad accorgersi e a segnalare alle forze dell’ordine che qualcosa non andava.
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BIMBI STRANI. Prima dei genitori però ci furono i bambini che, da qualche mese, avevano comportamenti strani, anomali. Le indagini dell’Arma così hanno preso la strada dell’indagine, si sono avvalsi di telecamere e cimici nell’asilo e i dubbi sono diventati realtà. In un video i maltrattamenti sono evidenti: uno dei piccoli viene preso a calci. Un altro sollevato di peso e sbattuto a terra, mentre viene intimato il silenzio agli altri. I carabinieri parlano di un’ira improvvisa, che si scatena anche di fronte a situazioni normali come la richiesta di fare la pipì, o il rifiuto del cibo. Addirittura, per punizione una bimba viene lasciata fuori al freddo. Una vicenda che fece molto discutere, in primis per lo scarceramento avvenuto qualche giorno dopo l’uscita dei fatti e l’interrogatorio, dove la Giacomozzi aveva chiesto espressamente al giudice di essere rilasciata, e così è stato. Manuela Giacomozzi è stata poi ascoltata, nei giorni successivi, dal gip .
ACCUSE INGIUSTE. I suoi legali, Roberto Bortolotti e Ruggero Castelli, hanno chiesto la libertà per la propria assistita: «La signora Giacomozzi ha, questa mattina, contestato gli addebiti così come le sono stati mossi ed enfatizzati sui mass media davanti al Gip di Modena - hanno detto - riservandosi, peraltro, di fornire la propria spiegazione dei singoli episodi al pubblico ministero, presso il quale in tempi brevi si procederà a nuovo interrogatorio». Decisione che però non è piaciuta ai genitori che non hanno condiviso e per mesi si sono continuati a chiedere perché lasciarla libera dopo i video che mostravano chiaramente i maltrattamenti. «Com’è possibile che decada l’accusa di fronte a quello che si vede nel video?», si domanda una delle mamme che ha fatto denuncia all’insegnante. Tra i tanti che l’hanno accusata anche chi ha usato toni più leggeri verso la maestra: «Manuela è sempre stata una persona eccezionale – puntualizza un’altra mamma – lo sapevo che finiva tutto in nulla». Tanti sono intervenuti in questa vicenda, dal sindaco Romano Canovi: «Fin dall'inizio della storia avevamo invitato a moderare i toni in attesa dell'esito delle indagini e adesso prendo atto dell’alleggerimento della posizione della Giacomozzi. Bisogna andarci piano a giudicare la gente. Ma i bimbi non si toccano, e anche se minore, la contestazione rimane moralmente grave.
MAI PIÙ QUI. Per questo ritengo in ogni caso inopportuno un ritorno della maestra in quella scuola» alla dirigente scolastica provinciale Silvia Menabue: «Ho massima fiducia nel percorso giudiziario – sottolinea – e solo al suo termine l’ufficio deciderà sul provvedimento disciplinare di sospensione, sul suo reintegro o meno». Indagine che è continuata e ad aprile la Procura di Modena ha così sentenziato: «L'approfondimento investigativo - spiega una nota del procuratore Lucia Musti - ha condotto a una riqualificazione dei fatti contestati", ritenuti non più 'maltrattamenti' (articolo 572 del codice penale) ma 'atti di abuso dei mezzi di correzione' (art 571)».
Una decisione che non è piaciuta ai genitori della sezione “S”, dove insegnava la Giacomozzi, che sono rivolti agli avvocati per avere la più ampia tutela possibile. Una tutela affidata all’avvocato pavullese Luca Lenzini: «I genitori vogliono conoscere le motivazioni che hanno portato la Procura a questo passo - spiega l’avvocato Lenzini - e appena ci saranno fornite decideremo il da farsi. In questi giorni è passato un po’ il messaggio che la maestra adesso non sia responsabile di nulla, ma non è così: le viene fatta comunque una contestazione penale di cui deve rispondere». Passano i mesi e si avvicina la data del ritorno a scuola: 15 settembre. Già ad agosto però arriva la notizia che la maestra non tornerà a scuola, proprio da lei, Manuela Giacomozzi, arrestata l'1 febbraio con un'accusa di maltrattamenti poi derubricata in abuso di mezzi di correzione, accusa che resta sospesa. Infatti, ad agosto Il procedimento giudiziario doveva ancora stabilire un suo rinvio a giudizio o meno, ma in questa fase è valso il principio di precauzione che ha portato la dirigenza scolastica provinciale e disporre uno stop cautelativo.
LO SFOGO. A casa per forza insomma e la maestra si sfoga: «Una gogna mediatica come la mia, non l’ha avuta nessuno, come se avessi commesso chissà quale crimine, quando l’accusa da maltrattamenti si è poi ridotta a semplice abuso di correzione. Su Facebook mi sono state rivolte frasi tremende: “Speriamo che crepi” e via dicendo. Se accusavano me di violenza, quella che hanno usato negli innumerevoli post che cos'è?». L’insegnante si dice innocente: «Io non ho mai picchiato dei bambini in tutta la mia vita, da quelli che mi affidavano le amiche in vacanza ai miei alunni». A settembre così i cancelli della scuola si sono riaperti senza la maestra Giacomozzi e anche senza la preside Tiziana Biondi, trasferita a istituto comprensivo “G. Bentivoglio” di Poggio Renatico (Ferrara), scelta legata alla vicenda. Rossana Poggioli è la nuova direttrice.
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