Almanacco 2016/ Gennaio: Pane e pizza per un gesto di solidarietà
Gli articoli invenduti nei forni ceduti gratuitamente a chi ne ha bisogno
Apertura d'anno dedicata alla solidarietà, a chi ha meno, in una città che è tra quelle di tutta Europa dove la ricchezze pro-capite è più elevata. Ma proprio per questo i meno abbienti risultano, qui come altrove, ancora più indigesti e i casi recenti come la apertura recente del Refettorio di Sant'Eufemia a due passi dal Duomo lo dimostra.
L’IDEA. Ma la Modena solidale la si ritrova lungo tutto l'anno e dovendo scegliere un personaggio simbolo di questa attività disinteressata a favore del prossimo occorre recarsi a Soliera. Qui, a pochi chilometri dalla Ghirlandina, c'è il "Forno Max", gestito da 22 anni da Maria Carvelli e dal marito Francesco Dattolo. Loro fanno quotidianamente del bene, con un gesto laico ma altamente simbolico che dà forma al concetto popolare "Buono come il pane". L'idea è molto semplice, quasi l'uovo di Colombo: in tempi in cui si fa un gran parlare di mettere al bando lo spreco alimentare - i centri commerciali e i negozi sono costretti per legge a togliere dalla vendita alimenti buoni, ma visivamente non "belli" - i coniugi Dattolo hanno lasciato le parole per passare ai fatti.
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FACEBOOK. E i fatti sono un annuncio postato a fine gennaio sulla pagina Facebook "Sei di Carpi se" nel quale Francesco e Maria si sono proposti di offrire a tutti coloro che ne avessero bisogno pane, pizza e gnocco freschi rimasti però invenduti. Questa la filosofia anti spreco dei due titolari del Forno Max, una forma di genuinità solidale tipica delle persone di buon cuore abituata a credere che l'aiuto dei piccoli gesti serva a fare grande il mondo sconfiggendo quel che non va. «Ci sono giornate in cui rimane così tanto pane invenduto che andrebbe buttato via - spiega la fornaia Maria - allora ho pensato di utilizzare la tecnologia, per far sapere a più persone possibili che qualora ne avessero bisogno, qui da noi si può venire a ritirarlo ad orario di chiusura, tutte le sere alle 19,30. Basta contattarmi al cellulare, al numero 333.6601243, e io aspetto per consegnarlo loro gratuitamente poco prima della chiusura serale del negozio. È un'iniziativa che io e mio marito abbiamo sempre fatto in verità, grazie al passaparola, ma ora con i nuovi mezzi di comunicazione è tutto molto più rapido. Infatti dopo l'annuncio postato su Facebook si sono fatte vive tantissime persone, sia da paesi vicino come Limidi che da centri della Bassa come Mirandola e Cavezzo. C'è chi mi telefona direttamente, oppure chi mi manda un messaggio su WhatsApp o su Messenger. Molta gente che è in difficoltà economica, infatti, si vergogna a chiedere a voce il pane, o magari anche solo un pezzo di pizza o del gnocco, allora preferisce scrivermi un sms. Ma non c'è problema, perché io preparo tutto, lo metto dentro un sacchetto, e quando arrivano qui esco io a darglielo». Una grande iniziativa anti spreco che fa il punto con tante altre che avvengono da tempo nel Modenese.
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BRUTTI MA BUONI. L'iniziativa "Brutti ma buoni" di Coop Alleanza 3.0, ad esempio, in un anno ha raccolto qualcosa come oltre 500 tonnellate di cibo non vendibile che è stato dato in beneficienza. Una cifra che, facendo due calcoli, equivale almeno a 3-4 milioni di euro di alimenti per una iniziativa che è partita nei primi anni Duemila e oggi è sviluppata in tutta Italia. Ma c'è tanto altro in un territorio nel quale oltre 7mila famiglie sono state aiutate da comuni, parrocchie, associazioni di volontariato. A loro si associa la cura di oltre mille richiedenti asilo presenti in vari centri di Modena e provincia. Esiste anche una realtà legata al gruppo religioso Acli Insieme, si chiama "Gruppo di acquisto solidale" (Gas) che in pochi mesi ha avuto un grande successo. In zona Tempio a Modena è stato aperto un negozio particolare, nel quale chi vuole comprare indica su una lavagna di cosa ha bisogno e Gas cerca di soddisfare queste esigenze di base. In questo modo non c'è spreco e i prezzi dei prodotti sono calmierati visto che sono tutti a km 0 o biologici. Finora gli iscritti a questo speciale esercizio commerciale che praticamente non ha magazzino sono oltre 900 e il successo dell'iniziativa, secondo Francesca Maletti, presidente del Consiglio comunale e vicepresidente di Acli «E' dato dal fatto che i prodotti sono di qualità e il loro acquisto segue motivazioni etiche e costi calmierati perché acquistiamo ingenti quantità di prodotti. . Se qualcosa resta invenduto doniamo alla Caritas per evitare inutili sprechi».
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REALTÀ SOLIDALI Tante le realtà solidali che funzionano a Modena, un altro caso è "Portobello" di via Divisione Acqui. Si tratta di un emporio sociale al quale dal momento dell'apertura nel giugno 2013 a oggi si sono rivolte circa 5mila persone appartenenti a oltre mille famiglie. "Da noi - spiega la coordinatrice del progetto Angela Artusi - vengono soprattutto 'nuovi' poveri, quelli appartenenti alla crisi economica che ha colpito negli ultimi anni". Facciamo un salto di alcuni mesi perché l'anno modenese in nome della solidarietà si è concluso a dicembre con l'apertura del Refettorio Ghirlandina, voluto da un insieme di enti e personalità come il vescovo Erio Castellucci, il vicario monsignor Giuliano Gazzetti e lo chef Massimo Bottura. Alcuni dei maggiori cuochi modenesi, appartenenti alla associazione "Modena a Tavola" coordinata dallo chef Luca Marchini, con il coordinamento della Fondazione Auxilium presieduta da Lorenzo Selmi hanno deciso di cucinare per chi non può permettersi un pasto grazie ai cibi donati dal Mercato Albinelli e dalla azienda Menu. "Abbiamo unito le sinergie della Diocesi e del Comune - affermano Selmi e Gazzetti - per poter aiutare i tanti bisognosi e farlo attraverso il prezioso aiuto di Bottura, Marchini e di tutti gli chef". Stefano Luppi
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