Almanacco 2016: Lo sgombero con la forza di S. Eufemia a Modena
Dopo mesi di occupazione gli stabili liberati tra tensioni e qualche ferito
Una cosa mai vista a Modena. In questi anni sono state tante el occupazioni di stabili messe in atto da chi rivendicava il diritto alla casa. Non si erano però mai viste scene come quelle alle quali si è assistito a inizio marzo, con uno sgombero imposto con la forza e qualche scontro.
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Parliamo dello sgombero degli stabili demaniali in via Bonacorsa e in via Sant’Eufemia occupati dagli autonomi del centro sociale Guernica e da diverse famiglie con bimbi piccoli e genitori con pesanti situazioni di disoccupazione e malattia rimasti senza un tetto. Una mattinata di tensione che porta in dote scontri, tre cariche delle forze dell’ordine in assetto antisommossa contro Guernica e manifestanti, una 15enne ferita seriamente alla tempia con una manganellata e costretta al ricovero in ospedale, tre agenti portati al pronto soccorso, oltre al sequestro degli stessi immobili occupate. Le famiglie alloggiate abusivamente ovviamente portate in strada e poi affidate ai Servizi Sociali. Il tutto in un centro storico blindato e sotto lo sguardo stupito dei passati. Una prova di forza, questa, che era nell’aria sin da quando il Comune nei suoi incontri con il Guernica aveva fatto capire che non avrebbe tollerato l’occupazione in corso da quasi un anno dell’ex palazzo carcerario di via Bonacorsa e neppure della ex Caserma dei carabinieri di Sant’Eufemia.
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I FATTI Alle 6.30 sono affluiti circa 140 agenti in assetto antisommossa dei reparti mobili di polizia e carabinieri, più Croce Rossa e vigili del fuoco. Prima irruzione in via Bonacorsa; mezz’ora dopo, irruzione anche in via Sant’Eufemia. Intorno, un cordone di agenti impedisce anche ai giornalisti di osservare cosa succedeva. Lezioni e esami universitari sono annullati; da alcune finestre si può vedere cosa accadeva nel cortile dell’ex Caserma. Centro sociale e simpatizzanti attaccano l’azione di sgombero con slogan, discorsi e anche offese ai carabinieri e alla polizia.
Intanto, valigie, masserizie e i miseri oggetti degli occupanti venivano caricati sul cassone dei furgoni e portati via. I bambini e i familiari sono “accompagnati” dalla Municipale in piazzale Redecocca alla Circoscrizione 1 e affidati ai Servizi Sociali. A fine mattinata tre famiglie vengono alloggiate mentre per le altre si cercava un’alternativa all’ albergo.
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LA SITUAZIONE PRECIPITA Verso le 11.30, sulle scale della sede del quartiere 1 forte tensione tra agenti e manifestanti che sfocia in tre cariche consecutive. Durante la prima carica un agente è colpito alla testa e a sua volta Francesca, una ragazza di 15 anni non appartenente al Guernica, viene manganellata in faccia: riporta una lesione all’altezza della tempia destra. Soccorsa viene portata a Baggiovara e sottoposta ad accertamenti: frattura maxillofacciale sulla tempia, l’occhio non è compromesso. In ospedale finiscono poi anche tre agenti feriti durante gli scontri. Dopo le cariche e i soccorsi, rimane una forte tensione ma senza altri momenti di contatto tra i due cordoni contrapposti.
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Terminati gli sgomberi vengono posti i sigilli di sequestro su ordine della Procura sui due edifici e sulla Palestra popolare di via Carteria. Gli accessi alle ex Carceri sono murati e quindi inaccessibili. LE REAZIONI Dopo quanto accaduto non mancano ovviamente le reazioni da parte delle istituzioni, manifestanti e cittadini. Il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli commenta: «La decisione di procedere allo sgombero dei locali non può essere in alcun modo definita precipitosa e affrettata. L’amministrazione si è ripetutamente rivolta agli occupanti per procedere alla identificazione e alla ricerca di soluzioni adeguate. Le istituzioni hanno sempre privilegiato la strada del dialogo».
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Poi gli scontri: «Chi sta cavalcando l’episodio per attribuire all’amministrazione comunale la responsabilità dei disordini rischia di assolvere i veri responsabili degli incidenti». Queste le parole della madre di Francesca, la ragazza di 15anni ferita: «Si è arrivati ad una situazione estrema e ciò che veramente è assurdo che sia un gruppo di ragazzi e di ragazzini, anche minorenni, in prima fila a difendere dei diritti di persone che comunque dovevano essere garantiti. Non dovrebbero essere i ragazzi a farlo. Inoltre credo sia stata usata una violenza spropositata, non congrua rispetto alla situazione». E mentre il Procuratore capo Lucia Musti fa notare che «i cittadini feriti possono denunciare», sui social spunta un laconico “mai successo nella nostra città”.
NUOVA MANIFESTAZIONE Pochi giorni dopo gli antagonisti organizzano un nuovo corteo. C’è la solita tensione, ma in un centro ancora blindato non si registrano incidenti di alcun genere. Da una parte un centinaio di divise, tra carabinieri, polizia, Municipale e Finanza, dall’altra quattrocento manifestanti intenzionati a passare in centro, percorrendo la via Emilia, dopo aver snobbato ciò che il questore Garramone aveva concesso. Il corteo sfila poi passando per via san Giacomo, via Carteria, saluta via Bonacorsa per poi atterrare in Sant’Eufemia. Il pomeriggio si consuma senza particolari tensioni. Oltre ai giovani del Guernica e a vari centri sociali venuti da fuori, partecipano alla manifestazione anche parecchi adulti e cittadini semplicemente solidali con chi è senza casa e lavoro o contro ogni forma di violenza.
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AVVISI DI GARANZIA Non tardano ad attivarsi le indagini su quanto accaduto. Quindici militanti o simpatizzanti del Guernica ricevono altrettanti avvisi di garanzia. Il reato che viene loro attribuito è quello di invasione di edificio, per l’occupazione dell’ex caserma dei carabinieri in via Sant’Eufemia. Non per gli scontri.
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