Almanacco 2016/ Sassuolo, la Cenerentola neroverde va in Europa
La squadra di Squinzi e Di Francesco debutta in Uefa: traguardo storico
Vi siete mai chiesti qual è la vita di Cenerentola, concluso il film? La principessa Disney manterrà la stessa umiltà di quando subiva le angherie delle sorellastre? Sarà invitata ad altri balli? Che impressione desterà? Nel calcio le Cenerentola del 2016 è stata sicuramente il Sassuolo. E il 28 luglio 2016 a Lucerna ha ricevuto il grande invito al ballo dell’Europa del calcio che conta.
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L’AVVENTURA. È in Svizzera che ha inizio l’avventura della “cenerentola” più bella del calcio modenese negli ultimi anni: il Sassuolo. Come in ogni favola che si rispetti, ci sono elementi che si ripetono. Il primo è il luogo. Il Paese elvetico ha visto il sorteggio dei primi tre turni preliminari dell’Europa League. Un traguardo impensabile, ma conquistato con merito sul campo nel corso di un campionato - quello 2015-2016, in cui il Sassuolo ha giocato da protagonista, dimostrando non solo concretezza e i risultati, ma anche qualità di gioco. Nel suo cammino ha messo dietro squadre blasonate rimaste fuori dall’Europa, Milan su tutte.
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E così il 15 luglio, tredici giorni prima del debutto nell’ex Coppa Uefa, appare nell’urna per la prima volta la società neroverde. Niente male per una squadra in serie A dal 2013 e che rappresenta un Comune di 40mila abitanti, neppure capoluogo di provincia. Nell’area metropolitana della città elvetica gemellata con Chicago ve ne sono oltre sei volte in più e l’esordio in una manifestazione continentale è datato 1960.
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DOLCE LUCERNA Allora il Luzern raggiunse i quarti di finale della Coppa delle Coppe prima di essere eliminata da un’altra italiana, la Fiorentina. Alla Swissporarena i padroni di casa impiegano appena otto minuti per sbloccare il risultato con Schneuwly. Al 41’ c’è un calcio di rigore per gli ospiti. Sul dischetto Domenico Berardi. Nel nostro racconto può essere il cavaliere, senza macchia e senza paura, scoperto per caso in un torneo e divenuto ben presto il condottiero indispensabile in ogni battaglia. Non è un caso che la sua assenza, unitamente a infiniti altri infortuni, in campionato produrrà quest’anno la crisi di risultati del Sasòl attuale: 17 punti in 18 gare, squadra al quintultimo posto in classifica. Berardi è il “self-made-goleador”, la scoperta attorno a cui ruota la favola del Sassuolo.
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Aveva quindici anni quando è stato individuato durante una partita di calcetto a Modena. Era venuto a trovare il fratello da Cosenza e in quel campo c’era l’allenatore in seconda degli Allievi Nazionali. Gli anni sono passati e il calabrese ne ha fatta di strada. Troppo pochi undici metri da non colmare con una conclusione precisa che s’insacca: è il pareggio e la prima storica rete del Sassuolo in Europa. Nel debutto finirà uno a uno grazie anche alla “manona” di Andrea Consigli, che respinge un rigore di Neumayr. Il 4 agosto si gioca il ritorno al Mapei Stadium di Reggio. Un impianto che porta il nome dell’azienda di Giorgio Squinzi. L’erede di Rodolfo è il proprietario del Sassuolo Calcio dal 2003. In quel periodo la squadra faticava a rimanere in C2, l’allora quarta serie. Quando nel 1990 i neroverdi scesero negli Interregionali l’ex presidente di Confindustria s’era già allontanato dalla società per dedicarsi alle sponsorizzazioni del ciclismo. Il ritorno al mondo del pallone sarà una scelta di cui non pentirsi. E il Mapei stadium è il luogo in cui i neroverdi calcano per la prima volta da squadra di casa il palcoscenico europeo. Finisce: tre a zero. Due delle tre reti, nemmeno a dirlo, sono realizzate da Berardi. Il terzo sigillo è di Defrel, attaccante più volte difeso da Eusebio Di Francesco.
PRINCIPE AZZURRO. L’allenatore è il principe azzurro della favola. Ex centrocampista, dalla stagione 2012-13 è alla guida dei neroverdi. Il suo esordio nel campionato cadetto è di quelli che lasciano il segno: primo posto con 85 punti conquistati. Soltanto il Palermo, un torneo dopo, riuscirà a limare il primato di categoria in serie B (per appena un punto). Nella stessa stagione, Di Francesco subirà l’esonero. Al suo posto un ex tecnico dei siciliani, Alberto Malesani, mandato a casa dopo cinque partite e zero punti. La salvezza targata Di Francesco sarà il primo passo verso una nuova ascesa. Nel 2014-15 il Sassuolo otterrà 49 punti; l’anno dopo saranno 61. Gli ultimi tre saranno conquistati al Mapei Stadium contro l’Inter. Il 3-1 finale è l’esatto risultato che la Roma impone a San Siro contro il Milan. I rossoneri (la formazione per cui tifa da sempre Squinzi) finisce così settima, a meno quattro dalla “cenerentola” sassolese. La favola non è destinata a completarsi nell’anno del debutto. Superato 3-0 l’Athletic Bilbao nella prima gara della fase a gironi, il Sassuolo cade 3-1 in Belgio contro il Genk. Seguiranno due pareggi (con tanti rimpianti) contro il Rapid Vienna (1-1 in trasferta, 2-2 a Reggio). Il crocevia è a Bilbao. Nei Paesi Baschi gli ospiti partono meglio e iniziano a condurre con un’autorete. I leoni di San Mames si svegliano e infilano tre reti di fila. L’ultima rete europea porta la firma di Ragusa.
ORA IL CAMPIONATO. È il giocatore il cui tesseramento in ritardo porterà alla prima sconfitta stagionale (a tavolino) contro il Pescara. Una vicenda nebbiosa, come quella che saluta l’ultima gara interna europea. Un giorno di attesa, poi si gioca contro il Genk. I belgi passano due a zero a Reggio e ottengono il primo posto nel girone F. Nell’ultimo cambio della partita entra Francesco Magnanelli. Il centrocampista è al Sassuolo dal 2005. Ha scalato le categorie dalla C2, divenendo capitano e primatista di presenze. È lo scudiero di una “cenerentola” che, nel suo piccolo, ha scritto la storia del calcio italiano… e il racconto potrebbe conoscere ancora un nuovo lieto fine, ma prima c’è da giocare il girone di ritorno in serie A. Da protagonisti.
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