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Almanacco 2016/ Gregorio e la terra dell’oro Quante storie modenesi che brillano...

Enrico Grazioli
Almanacco 2016/ Gregorio e la terra dell’oro Quante storie  modenesi che brillano...

GregoRio2016: e potrebbe bastare così, affidare al successo più eclatante e limpido dello sport italiano il compito di rappresentare l’anno di Modena e della sua provincia.

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MODENA GregoRio2016: e potrebbe bastare così, affidare al successo più eclatante e limpido dello sport italiano il compito di rappresentare l’anno di Modena e della sua provincia. Il volto e la storia acqua e sapone, sorrisi e fatica, di Paltrinieri da Carpi dice la gioia di quando si sale sul tetto del mondo partendo da casa nostra: immaginando, progettando, costruendo un successo destinato alla storia. Ma anche Massimo, che con le sue ricette d’autore strabilia e conquista il titolo di miglior ristoratore di ovunque. O magari un Sassuolo che mette il naso nell’Europa del calcio o il volley che restituisce a Modena ciò che le spetta, lo scudetto... Ma no, tutto questo è ovvio non basti a dire il 2016, né ad augurarsi un 2017 migliore.

Di classifiche ognuno ha le sue. Dagli ascensori sociali (individuali e collettivi) si sale e si scende, come dalle scale, fatte di gradini, su cui poggiare il piede o scivolare. Modena, nonostante tante crepe, non ha fatto grandi passi indietro nel 2016. Avrà inciampato, ma insiste a rialzarsi. E se ci riesce è perché fa leva su risorse che sono insieme scoperta, certezza, auspicio. Per questo vorremmo che il nuovo anno avesse ancora la generosità di Maria, che a Soliera dona ogni giorno a chi ha fame il pane invenduto.

O il sorriso di Eleonora e Fabrizio che da Medolla vanno tra i terremotati del Lazio a tagliare i capelli a chi tra quei capelli stringeva da giorni mani disperate. Magari la sensibilità e l’inventiva di Giovanni che studia, studia si laurea creando un robot che toglie un po’ d’ansia ai bambini in ospedale. Di certo l’ardire, senza autocommiserazione, di Juliet, che porta il sindaco del capoluogo a sedersi su una carrozzina per provare di persona cosa significa vivere a ostacoli tra le strade della propria città. O il coraggio responsabile di Emanuela e Raffaele che di Gias hanno fatto un italiano, un modenese, senza strepiti, senza paure: e certo, anche un anno con la fortuna di Gias, che da profugo incontra Emanuela, Raffaele, e Modena. Un anno magari che abbia la spavalderia, anche furba ma non furbetta, di Benji e Fede così semplicemente capaci di piacere e mandare in tilt chi pensa che tutto debba essere maledettamente complicato per funzionare.

O con lo sguardo lungo di Chiara, che ha vissuto alla Nasa, ha studiato e creato start up lontano da qui, ma qui torna per aiutarci a guardare, meglio, avanti. Oh, sì: sarà l’anno di Vasco e del suo concerto a Modena, che vale una vita. Ma insieme speriamo sia ancora un anno di storie, persone, emozioni come queste: un anno di bene comune. E noi di saperle cogliere e raccontare giorno per giorno. Perché per un modenese senza tempo come Antonio Delfini “quel che si dovrà fare, sarà di non vergognarci di sentimenti troppo grandi.” Ecco, appunto: non c’è, da anni, augurio migliore. Buon 2017, a tutti!

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