Giovanni Guidetti: «Sono stato almeno trenta volte al Reina»
«Il Reina? Certo che ci sono stato, almeno una trentina di volta perché è sempre stato il nostro locale preferito per festeggiare i successi conquistati con le mie ragazze». Giovanni Guidetti, 44...
«Il Reina? Certo che ci sono stato, almeno una trentina di volta perché è sempre stato il nostro locale preferito per festeggiare i successi conquistati con le mie ragazze».
Giovanni Guidetti, 44 anni compiuti lo scorso 20 settembre, modenese doc, uno dei migliori tecnici del volley femminile in campo mondiale, da quasi un decennio vive a Istanbul, dove guida il Vakifbank e dove domani verrà nominato “ct” della Nazionale della Mezza Luna.
«Qui tutti sanno che il Reina è uno dei locali più in voga e stiamo parlando di una città da 20 milioni di abitanti, questo per darvi un’idea dell’importanza del posto che è una tappa obbligata per tutti quanti visitano Istanbul per lavoro e per turismo. Il Reina si trova dalla parte Occidentale della città, appena passato il ponte più importante che collega il centro alla zona asiatica dove c’è anche il centro sportivo dove giochiamo».
«Devo dire - prosegue Guidetti - che per me non è più tempo di discoteche. Sono sposato e ho appena avuto la gioia di avere una figlia, Alison, nata il 29 settembre: quindi non c’era ragione per me di trascorrere la notte di Capodanno al Reina. So che in serate normali il locale è frequentatissimo, figuriamoci per la notte di San Silvestro. In genere si possono trovare calciatori, giocatori di basket e anche di pallavolo, ma a quanto pare, fortunatamente, tutti avevano fatto altre scelte e non mi risulta che ci fossero vip del mondo dello sport».
«Qui tra l’altro - conclude Giovanni Guidetti - non ci sono solo io di modenese, ma quest’anno è tornato anche Massimo Barbolini, che guida l’Eczacibasi, altra grande del campionato, per quanto mi risulta lui dovrebbe aver trascorso il Capodanno in Italia».
Guidetti ieri era già al lavoro al Burhan Felek, il PalaPanini di Istanbul, dove ha guidato l’allenamento delle sue stelle: «C’era sicuramente un senso di tristezza, la società ha voluto ricordare le vittime di questa follia sul suo sito internet. Il timore, chiaramente è che episodi del genere possano ripetersi. Noi pensiamo allo sport, ma capisco che a volte sia difficile rimanere concentrati vedendo quanto accade».
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