«Strade deserte, una situazione irreale»
Il racconto di una modenese che vive a Istanbul: «Amo questa città, voglio stare qui ma il clima a volte è difficile»
Scampati per una pura casualità alla strage di Istanbul, l’attentato della notte di Capodanno.
È quanto accaduto a tre ragazzi modenesi, che preferiscono rimanere anonimi, che si trovavano nel night Reina, ristorante discoteca sul Bosforo, preso di mira dai terroristi (servizio nelle pagine precedenti).
Ma sono diverse decine i modenesi che vivono a Istanbul e in Turchia, che da mesi stanno vivendo con apprensione quanto accade.
Tra questi c’è anche E.G., ragazza di 38 anni, da un anno e mezzo stabilmente a Istanbul, sposata con un ragazzo turco con il quale ha avuto una bambina.
Le scelte l’hanno portata in Turchia, a costruirsi una vita ricca di aspettative lontana dalla sua città, Modena, tra studi e passioni. Nemmeno oggi tornerebbe indietro, non si pente di nulla, ma un po’ di apprensione c’è.
Che clima c’è oggi a Istanbul?
«Noi distiamo in linea d’aria una ventina di chilometri da Ortaköy e in mezzo c'è il Bosforo, il cuore e l'anima di Istanbul. Quando è successo tutto eravamo in casa con amici. Oggi siamo usciti per prendere un caffè con amici e le strade erano deserte, la gente ha paura ed è stanca. Il turismo è in crisi».
A queste situazioni ci si può abituare?
«Purtroppo nell'ultimo anno è stato un continuo di attacchi terroristici a cui si è aggiunto un tentato colpo di stato... Sicuramente qui la gente è più abituata a vivere in condizioni difficili ma l’aria si sta facendo pesante. Detto questo domattina la città si rialzerà e la vita riprenderà come al solito frenetica fino al prossimo attacco».
Come ha visto cambiare Istanbul in questi anni?
«Tantissimo. Tutto è basato su Istanbul, che ormai per qualcuno è invivibile. La città si è ingrandita ulteriormente e tanti quartieri stanno subendo una vera e propria ricostruzione. Gli edifici vecchi vengono distrutti e ricostruiti, a questo aggiungi il terzo ponte sul Bosforo, metro e autostrada sotto il Bosforo: insomma non ci si ferma mai».
A pensarci oggi, rifarebbe le stesse scelte?
«Io amo Istanbul e se tornassi indietro rifarei le stesse scelte. C’è tanta vita qui ed è triste vedere come venga presa di mira dal terrorismo e bistrattata dall'opinione pubblica che ignora quasi tutto della storia di questa terra, che molti non conoscono».
Se pensa a sua figlia e al suo futuro, che cosa si augura?
«Che faccia tesoro delle esperienze che sta vivendo qui in Turchia, delle due lingue che sa parlare, di tutte le persone che ha incontrato e che incontrerà. Nella mia vita ho sempre pensato: se avrò un figlio vorrei crescesse in una grande città, in una città come questa, che offre mille possibilità. Spero che questo possa ancora accadere, me lo auguro davvero».
Voglia di tornare a vivere Modena?
«No, per il momento no».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
