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Bosio: «Ho perso tutto dopo quarant’anni E ho sei dipendenti»

di Gabriele Farina
Bosio: «Ho perso tutto dopo quarant’anni E ho sei dipendenti»

Il dramma del titolare della Bosiotex e di altri imprenditori danneggiati dalle fiamme: per loro il futuro è un’incognita

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«L’anno non poteva iniziare peggio di così…». Amarezza, ironia e rabbia si mescolano davanti al centro commerciale Globo. parlano a mezze parole i titolari delle ditte in via Emilia Ovest all’angolo con via Delfini. Per alcuni di loro il primo giorno lavorativo del 2017 è partito con spavento e danni; per altri il nuovo inizio è stato profondamente segnato da un incendio che ha spazzato via decenni di attività.

Spiega Antonio Bosio, titolare della Bosiotex, nota azienda di materiali per il settore tessile in attività da 40 anni: «Sono qui dalle 415 di questa notte. È tutto rovinato, la parte superiore è bruciata completamente. È un rogo pauroso».

Bosio è proprietario della parte centrale dello stabile. I suoi sei dipendenti sono davanti all’ingresso: i loro volti esprimono tutta la preoccupazione sul futuro che li aspetta.

«Siamo assicurati sia per quanto riguarda lo stabile che per l’attività - spiega Bosio - a questo punto diventa difficile persino prevedere cosa succederà domani. Solo di magazzino il danno è di almeno 700mila euro. I computer dell’ufficio amministrazione sono fusi e non sappiamo se riusciremo a recuperare gli hard disc. L’archivio cartaceo forse si è in parte salvato. Ora dobbiamo chiudere subito la contabilità 2016 e poi vedremo come fare. Non so cosa dire per i miei dipendenti: lavorano con me da trent’anni...»

«Dentro è tutto bruciato - spiega Paolo Ori - non si sa cosa dire». Con due fratelli gestisce la società a fianco (Ori Chic), di cui Paolo è il presidente. «Abito a Novi - ha ripreso il secondo intervistato - e mi hanno avvisato loro, dicendo che era successo tutto questo casino. La ditta era di nostro padre, siamo praticamente gli ultimi danneggiati». Mentre Bosio e Ori parlano, i vigili del fuoco continuano a spegnere le fiamme all’interno della struttura. «Adesso vedremo come si può fare con i danni - ribadisce il primo - perché le assicurazioni pagheranno anche, ma non è che si riparte. Non ci pagheranno mai tutto il danno che abbiamo avuto. Anche per la ricostruzione si andrà avanti con tempi lunghi». «Anche noi abbiamo l’assicurazione sia dello stabile sia delle merci - ricorda il secondo - ma non è questo. Ci sono tutti gli adempimenti da fare, i clienti che aspettano la roba, i fornitori che la devono spedire. È troppo presto per sapere cosa accadrà. Direi che non si sia salvato nulla della merce: con il calore che c’è stato gli intimi e le calze sono andati bruciati».

Nel corridoio interno parallelo a via Delfini, collegamento tra via Emilia Ovest e via Salvemini, i muri appaiono incrinati come se vi fosse stata una scossa di terremoto. Diversi i danni provocati ai vetri.

«Stamattina la zona era tutta transennata - assicura Marco Barbi - e i mezzi sono all’opera. Aspettiamo di vedere cosa ci diranno per l’agibilità della sede e della struttura. Lavoro nell’ufficio sulla palazzina. L’edificio sembra integro, si tratta di attendere l’agibilità dalle forze di comando».

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