Documenti falsi per entrare in discoteca
Dieci ragazzine della Carpi bene scoperte dai carabinieri: hanno 15 anni ma sulla carta d’identità risultavano nate nel 2000
Se non fosse stato per l’occhio attento di un carabiniere e di una fotografia incollata male nessuno si sarebbe accorto di nulla. Ed invece quanto accaduto nella notte di Capodanno, all’entrata della discoteca Duende, si configura come il primo allarme sociale del nuovo anno. Perché c’è in giro qualcuno in grado di falsificare documenti, utilizzando uno scanner professionale - magari mettendo in pratica i consigli trovati agilmente su internet - e del cartoncino molto simile a quello in dotazione all’ufficio Anagrafe del Comune, che si occupa del rilascio delle carte d’identità. Al momento sono dieci le ragazzine scoperte, ma la sensazione è che siano molti di più i giovanissimi che usano il nuovo metodo per aggirare i controlli ed entrare così nelle discoteche. La legge, infatti, prevede l’ingresso soltanto dai 16 anni in su, cosa che invece non è accaduto a San Silvestro quando le 15enni hanno tentato di spacciarsi per clienti nate nel 2000 e quindi con un anno in più all’anagrafe.
I carabinieri sono arrivati nel locale di via Dell’Industria per verificare il corretto rispetto delle normative di sicurezza, soprattutto relative al massimo di accessi consentiti. Tutto ok per quanto riguarda l’organizzazione del Duende, ma una rapida verifica nella zona dell’ingresso ha scoperchiato il sistema. Una ragazzina ha infatti presentato la carta d’identità che il militare ha controllato attentamente. Era molto ben fatta, ideale per superare un controllo superficiale vista la calca di persone in attesa. Ma dal documento si è staccata la fotografia, un episodio insolito per un certificato vidimato con certi crismi. Tra l’altro la fototessera era molto recente, la giovanissima era piuttosto truccata nel tentativo di apparire davvero leggermente più vecchia di quello che è, ossia una 15enne. I due carabinieri hanno quindi deciso di approfondire, fermandosi per oltre un’ora. Un militare è rimasto nella zona dell’ingresso e l’altro si è finto un addetto alla sicurezza. E rapidamente nei controlli sono finite altre nove ragazze, tutte appartenenti a compagnie diverse, ma tutte di buona famiglia e residenti in città. Non si può quindi parlare di un giro ristretto di carte d’identità contraffatte, ma di una consuetudine piuttosto in voga. Ecco perché l’Arma ha scelto di operare in due direzioni: per le 10 ragazzine è scattata la segnalazione al tribunale dei minori di Bologna per utilizzo di documenti falsi mentre si sta cercando di dare un’identità all’esperto di informatica che con certosina attenzione si è impegnato a produrre certificati fasulli.
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