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Incendio distrugge il “Globo” I danni sono di milioni di euro

di Carlo Gregori
Incendio distrugge il “Globo” I danni sono di milioni di euro

La Procura indaga per scoprire se la causa sia dolosa o legata a un cortocircuito nella ditta Kaos Lo spaventoso rogo ha distrutto anche la Bosiotex, la sala videolottery, un bar e alcuni uffici

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Uno spaventoso incendio scoppiato nella notte tra domenica e ieri ha compromesso l’intera parte centrale del centro commerciale Globo di via Emilia Ovest. Le fiamme si sono propagate dal soffitto di una ditta con sala mostra, la Kaos, espandendosi furiosamente ai lati: da un alto verso un salone vuoto e dall’altro distruggendo la Bosiotex, la sala videolottery Game House, il bar e danneggiando seriamente alcuni uffici. Tutta quella parte dello stabile ora è un groviglio di macerie completamente inagibili. Restano salvi e in attività solo gli estremi: la filiale Unicredit e dall’altra parte la Sala Bingo. Il danno è per ora incalcolabile: ogni show room aveva un magazzino pieno. Sicuramente, milioni di euro. La causa dell’incendio iniziale, oggetto di un’indagine aperta dalla Procura, forse è da ricercare in un cortocircuito scoppiato in una rete di cavi elettrici nel controsoffitto della Kaos. Tuttavia, per motivi di indagine non si esclude il dolo: gli investigatori della Scientifica della polizia di stato e dei vigili del fuoco di Modena stanno cercando possibili tracce di inneschi ma finora non è stato trovato nulla che faccia pensare all’azione di qualcuno. Non ci sono neppure segni di effrazione a porte o finestre.

«È stato il nostro parcheggiatore a notare una colonna di fumo e poi le fiamme uscire dal tetto della Kaos - spiega Andrea Tagliati, presidente della società della sala Bingo Globo - erano le 3.30 e ha dato l’allarme». Nello stesso momento suonava l’allarme della Kaos all’istituto di vigilanza che ha chiamato i vigili del fuoco. Subito era impossibile immaginare che presto l’incendio sarebbe diventato così vasto.

«Quando sono arrivati i vigili del fuoco siamo rimasti a guardare cosa succedeva. Non potevamo fare altro - spiega Tagliati - temevamo che le fiamme si espandessero verso il Bingo. Sembrava che fossero circoscritte alla Kaos ma poi improvvisamente si sono espanse ovunque. Fiamme altissime nella notte, uno spettacolo spaventoso», dice mostrano i video girati col cellulare.

È accaduto che il fuoco si è propagato nell’azienda che vende borse, merceria e altro materiale infiammabile. Il tetto si è liquefatto verso la Bosiotex, importante ditta di tessuti e foderami, e i muri roventi che dividono le due aziende hanno fatto il resto. Quando le fiamme sono arrivate dentro la Bosiotex l’incendio è divampato in modo brutale: nella Bosiotex era in vendita materiale altamente infiammabile. L’incendio ha poi proseguito la corsa dentro al sala di videolottery Game House che è andata completamente devastata dalle fiamme e poi ha investito o lambito alcuni uffici: la Noi3, la Ab3, la Ferretti e anche il bar. Per spegnere questo rogo che si alimentava avanzando senza sosta i vigili del fuoco hanno dovuto chiare rinforzi massicci. Si sono alternati almeno quaranta uomini da Modena, Carpi, Reggio e Bologna. E proprio da Bologna è stata manata la super-autobotte da 25mila litri che serve esclusivamente per queste emergenze. Un impegno totale e senza sosta, proseguito per tutta la giornata di ieri sia dalla facciata di via Emilia Ovest che sul retro. Il motivo è che il calore delle fiamme ha completamente liquefatto il tetto nella sua parte centrale: in tutte le aziende colpite colava il catrame rovente sulle merci che alimentavano fuoco. L’alta colonna di fumo si vedeva anche a chilometri di distanza mentre le fiamme sono state spente dopo ore, all’alba.

Come detto, subito sono iniziate le indagini da parte degli esperti dei vigili del fuoco e della Questura. È la Squadra Mobile che indaga con la Scientifica. Tutti tra le macerie a caccia di tracce e indizi per capire come è stato possibile che al centro di un vasto show room come la Kaos sia scoppiato un incendio di notte con porte e finestre chiuse. Gli accertamenti sono seguiti da vicino dal sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli che ha aperto un fascicolo per ora generico: non ci sono indagati. Bisogna infatti capire se il dolo è ipotizzabile oppure è da escludere, un dilemma che ieri sera non era stato ancora risolto, anche se l’ipotesi per ora “forte” resta un cortocircuito dentro il controsoffitto dove, pare, nelle scorse settimane erano stati fatti interventi.

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